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“Apprendere nell’infosfera”, il libro di Franco Amicucci

Nell’infosfera, lo spazio ibrido dove vita reale e digitale si integrano e compenetrano, sono presenti opportunità di apprendimento come mai nella storia. Opportunità che saranno colte da chi saprà acquisire le nuove competenze dell’apprendimento: self-directed learning, abilità digitali e sociali avanzate, disponibilità ad apprendere (e disapprendere) per tutto l’arco della vita. Ne parla nel suo nuovo libro Franco Amicucci (Apprendere nell’infosfera, FrancoAngeli editore, 26 euro), sociologo, formatore, docente e tra i pionieri del digital learning. Nonché fondatore di Skilla.

Apprendere infosfera

Apprendere nell’infosfera, il libro di Franco Amicucci

La vita privata e lavorativa, infatti, sono sempre più popolate da app, realtà virtuale e aumentata, coach virtuali. Nonché sistemi di intelligenza artificiale e ambienti digitali che integrano e fanno evolvere la formazione tradizionale, che si sta trasformando profondamente. Il digitale non è uno strumento che il docente può scegliere ogni tanto, come aggiunta alle vecchie modalità. Ma è un processo che coinvolge alle radici ogni agire umano, una delle più grandi rivoluzioni della storia, per intensità e velocità. L’apprendimento è profondamente coinvolto in questo processo e il cambiamento a cui stiamo assistendo sarà forse più profondo di quelli introdotti dalla scrittura, dalla stampa, dai mass media. Questa consapevolezza non è ancora stata acquisita.

In questo ecosistema, l’apprendimento è la nuova moneta. Che garantisce il futuro delle persone e nuovi spazi si aprono per farlo evolvere, arricchire, diventare più coinvolgente. E, soprattutto, più efficace in tutti i luoghi e i momenti della vita della persona e delle organizzazioni. La formazione continua è diventata necessaria e nell’infosfera esistono ambienti, metodologie, format in grado di accompagnare le persone per tutto l’arco della vita. Le organizzazioni (e le persone) più evolute li stanno già sfruttando, e ne traggono un vantaggio competitivo.

Non solo un trasferimento di informazioni

La formazione non potrà più basarsi solo sul trasferimento di informazioni, ma dovrà modellare le abilità dei moderni cacciatori e raccoglitori della conoscenza. Che esploreranno le terre di un futuro con cambiamenti improvvisi e innovazioni sempre più radicali. L’autorità del docente e del formatore aziendale è sempre meno basata sull’autorità del saper trasferire contenuto. Ormai liberamente disponibile in ogni snodo dell’infosfera. Ed è sempre più fondata sulla capacità di orientare, costruire mappe, fornire metodi di apprendimento nei nuovi contesti ibridi. Dal potere del contenuto al potere del metodo.

Si aprono allora grandi sfide ai sistemi educativi, pubblici e privati, scuole ed aziende. Che dovranno ripensare profondamente le competenze possedute e le modalità di organizzare tutto il processo educativo. Sfide contenute anche nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza – #NextgenerationItalia. Il tema dell’upskilling e del reskilling, richiamato più volte nel PNRR, coinvolge profondamente tutto il mondo della formazione, dei progettisti, docenti, formatori. Non si potranno adeguare le competenze dei lavoratori e formare i giovani alle sfide del futuro con i vecchi metodi formativi dell’epoca industriale. Dove il taylorismo ha pervaso scuole, università e tutti i sistemi formativi con la separazione dei saperi e specializzazioni non dialoganti. Formazione tecnica ed umanistica, soft ed hard skill, arte e tecnologia saranno potenziate dalle contaminazioni reciproche.

Come diventare formatori digitali

Ma come fare i primi passi, se la nostra organizzazione è ancora ferma alle modalità tradizionali? Come disegnare evolute Academy digitali, con programmi formativi di assoluta eccellenza? Il testo accompagna progettisti, insegnanti, formatori, consulenti, dirigenti, CEO, responsabili risorse umane all’innovazione dei propri ambienti formativi. Con casi, consigli utili e immediatamente operativi, esempi, testimonianze e suggestioni sui futuri possibili.

Oltre 100 ambienti e tool per l’apprendimento digitale accompagnano un testo la cui scrittura si è volutamente rifatta alle modalità di scrittura dominanti nella produzione e-learning. Basata su learning object (micro-learning) autoconsistenti, che compongono percorsi a loro volta riutilizzabili in altri percorsi. Ogni paragrafo ha una sua possibilità di lettura autonoma, autoconsistente. Ogni capitolo è un percorso completo. Il lettore può personalizzare così i propri autonomi percorsi di lettura. A lla fine del libro sono citate oltre 130 organizzazioni che hanno reso pubbliche lo loro innovazioni degli ultimi anni, con casi aziendali e le testimonianze di 14 “navigatori dell’infosfera”. Il libro non presenta conclusioni o certezze finali, ma lascia aperte 10 sfide. Che sono sfide dell’apprendimento, ma anche sfide sociali

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