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iPhone e privacy: Today at Apple insegna a difendersi

Ci sono tanti momenti della nostra giornata in cui i nostri dati viaggiano nell’autostrada del web senza che noi ce ne rendiamo conto. Apple ne ha fatto un esempio qui, eppure perfino il consumatore più scafato riesce a farsi trarre in inganno. Vittima delle trappole della Rete o della sua innata pigrizia. Per questo in vista della Giornata della Protezione dei Dati Personali di sabato 28 è giusto andare a lezione, di privacy nell’iPhone per esempio. Ed è appunto questo il motivo per cui d’ora in poi il programma Today at Apple negli Store prevederà una sessione dedicata alla sicurezza. Alla scoperta di piccoli trucchi e di funzionalità presenti nel nostro smartphone, di cui spesso non siamo edotti. E che invece garantiscono la nostra difesa.

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l’iPhone e la privacy: ecco come difendere i nostri dati

A partire da sabato 28 gennaio, la nuova sessione Today at Apple “L’abc: prendi il controllo della tua privacy su iPhone” esplorerà diverse funzioni. Come Protezione della privacy in Mail, Controllo di sicurezza, Servizi di localizzazione e passkey. Partecipando alla sessione si potrà scoprire come personalizzare ogni funzione in base alle preferenze individuali in materia di privacy.

Questa nuova sessione di 30 minuti sarà disponibile in tutti gli Apple Store del mondo. E già da oggi è  possibile effettuare prenotazioni di gruppo e programmare una sessione per più persone, un’organizzazione o una classe. Chiunque, indipendentemente dal livello di esperienza, può iscriversi alle sessioni Today at Apple nel proprio Apple Store registrandosi su apple.co/skills-privacy. Apple ha anche collaborato con Nick Mohammed, star della serie AppleTV+ Ted Lasso, per il breve film “A Day in the Life of an Average Person’s Data”. Che potete vedere qui sopra.

Alcuni esempi di sicurezza

Nella sessione vengono trattati alcuni argomenti che trovano riscontro nelle impostazioni privacy dell’iPhone. In sintesi ecco alcuni esempi di come ci si può difendere dalle intrusioni altrui.

  • Password e Passkey La parole segrete con cui proteggiamo l’accesso a siti e app, restano legate all’iPhone. Progressivamente iOS sta passando all’uso del Passkey, che utilizza il riconoscimento facciale senza più dover digitare alcun codice. Registrandosi alle app via Apple ID, il sistema crea una mail casuale per cui quella vera che sostituisce quella vera.
  • Protezione della Privacy di mail Rivecendo per esempio una newsletter, si rischia di svelare tutti i nostri comportamenti regalando dati a terzi. Il sistema di protezione consente di evitare la diffusione di informazioni personali
  • Servizi di localizzazione Condividere la propria posizione dev’essere una decisione dell’utente. Nelle impostazioni si può decidere a quali app e quali persone si consente di dare le proprie informazioni. Mantenendo comunque la possibilità di recuperare la poszione dell’iPhone grazie a “Dov’è”.
  • Trasparenza nel tracciamento delle app Apple chiede sempre l’autorizzazione per il tracciamento di dati (e abitudini) da parte delle app. Pochi sanno che negarle non vuol dire non poter utilizzare dei servizi. Infatti è solo una questione di voler o no ricevere pubblicità. In impostazioni esiste un tasto per negare la porta d’ingresso ai cacciatori di dati per tutte le app in un colpo solo.
  • Controllo di sicurezza Permette di inizializzare e gestire accessi e persone a cui consentire l’accesso alle proprie informazioni. E consente la soluzione finale: toccando (in alto a destra) “uscita rapida” si resetta tutto. E ogni tentativo di spionaggio viene bloccato.
  • Resoconto sulla privacy delle app Se invece volete sapere dove finisce la vostra privacy, consultate questa funzionalità. E mettetevi le mani nei capelli.

Tutto resta nell’iPhone

Insomma: non è vero che la nostra privacy non si possa difendere, e iPhone lo dimostra. Per esmepio: Safari impedisce il tracciamento delle attività dell’utente, l’app Salute tiene nascosti i dati personali,  Siri impara di cosa l’utente ha bisogno, non chi è. E poi: Wallet non conosce il numero della carta di credito dell’utente e quando pagate via Apple Pay sullo scontrino gli ultimi 4 numeri sono generati a caso (controllate). Tutto dunque resta nell’iPhone, in mano a chi lo utilizza. Comprese le informazioni dell’app Foto, che riconosce il soggetto e ve ne dà informazioni (guardate più sotto l’immagine) senza che Apple lo sappia. Così come Mappe non darà mai a Cupertino la vostra vera posizione.

E per tutto quanto sopra vale, e varrà sempre, quanto sosteneva Steve Jobs in materia:Penso che le persone siano intelligenti e che alcune vogliano condividere più dati di altre. Quindi chiedi. Chiediglielo ogni volta. Fino a quando non ti diranno di smetterla perché si sono stancate di sentirselo chiedere. Spiega con precisione alle persone cosa farai con i loro dati”. Lo disse nel 2010, praticamente un testamento.

 

giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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