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A proposito dell’aumento di Amazon Prime

In un mondo in cui i soldi che spendiamo sono spezzettati in micro abbonamenti, arriva all’improvviso l’aumento di Amazon Prime. Il servizio dell’e-commerce – ormai non solo e-commerce – di Jeff Bezos salirà infatti di prezzo dal 15 settembre. E dai 36 euro annui attuali (3,99 al mese) passerà a 49,90 (4,99 al mese). La notizia ha fatto ovviamente scalpore, soprattutto per la consistenza del salto in avanti nel nostro portafoglio (semmai ne esistano ancora, in tempi digitali). Ma la domanda che possiamo porci è: davvero 50 euro l’anno sono troppi? Vediamo.

L’aumento di Amazon Prime

Innazitutto si dovrebbe fare prima la domanda inversa. Anche se si sa che il giornalismo politicamente corretto in cerca di clic è sempre pronto a titillare gli istinti della sciura Maria. E quindi: pagare 36 euro l’anno per Amazon Prime era giusto?

Considerando quanto c’è dentro nella scatola, la risposta è ovviamente no. Grazie a Prime, Amazon ci offre, oltre all’originaria e illimitatata consegna in un giorno o due, un sacco di servizi. Come fa notare anche il collega Stefano Olivari sul suo Indiscreto. Ovvero:

  • i film e le serie Tv di Prime Video, ormai arrivati a produzioni originali e contenuti di qualità
  • lo streaming musicale di Amazon Music, seppur limitato. Il resto ha un costo equivalente a Spotify e Deezer
  • il cloud anch’esso limitato di Amazon Photos. Che giust’appunto ieri ci ha fatto sapere di aver finito lo spazio
  • le offerte anticipate dei Prime Days
  • Le partite del mercoledì di Champions League
  • La consegna gratuita della oltre i 50 euro con Amazon Fresh
  • Prime Reading, per leggere centinaia di ebook gratuitamente da qualsiasi dispositivo.
  • Twitch Prime, con giochi nuovi gratuiti ogni mese e contenuti esclusivi destinati a chi ama i videogame.

Insomma, un pacchetto che non giustificava più un costo così esiguo. Anche se a noi faceva piacere che lo fosse.

Il trucco di Jeff Bezos

Naturalmente tutto ciò non era certo a caso. Siamo infatti stati presi all’amo nel corso degli anni da Jeff Bezos, e adesso non possiamo fare più a meno del nostro pescatore. Questo però non vuol dire demonizzare Amazon a tutto i costi: giusto infatti valorizzare i negozi di prossimità (e molti con Amazon ci lavorano). Ma sappiamo benissimo che avere a disposizione qualsiasi acquisto a portata di dito, con consegna sulla porta di casa, fa impazzire tutti. Perfino i radical chic, anche se ovviamente non lo dicono.

E allora, dove vogliamo arrivare? Al fatto che Amazon Prime costa poco anche a 49,90 euro e non ci sarà nessun titolo sdegnato a convincerci di voler chiudere l’abbonamento. Il mondo è cambiato e noi con lui. Piuttosto, invece di scandalizzarsi sul fatto che un miliardario ci chieda un euro in più al mese, ricordiamoci di pretendere che tutti fili liscio nei suoi stabilimenti. Perché il nostro clic equivale anche alla crescita di posti di lavoro, e quel lavoro vale di più della comodità anche in una società moderna. Nella quali i clienti hanno sempre ragione, soprattutto quando si ricordano di averla. E dunque: ce lo ricorderemo?

PS. comunque c’è un piccolo trucco per ritardare l’aumento. Eccolo qui.

giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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