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Foto di RODNAE Productions da Pexels

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Dalle demo allo shareware: servizi in prova

Gli internauti italiani sono 51 milioni. Tra questi, l’88, 7 per cento cerca con frequenza contenuti come video, podcast e musica in streaming. Il gaming nel 2022, secondo il Digital Report annuale di We Are Social, è un trend trasversale che riguarda oltre l’80 per cento del campione considerato dalla ricerca. Cresce la spesa nei giochi, e l’accesso avviene principalmente da smartphone, desktop e tablet, più che via console. A dominare la scena del comportamento degli utenti digitali c’è anche la propensione al risparmio e alle promozioni. Nel caso dell’e-commerce si parla soprattutto di sconti e coupon mentre, nel comparto multidimensionale dei servizi, tra le strategie di marketing degli operatori si inseriscono, a vario titolo, le prove gratuite.

Far testare in anticipo un servizio, prima di pagare o abbonarsi, aiuta l’azienda ad accrescere la propria visibilità all’interno di una serie di segmenti di mercato spesso altamente concorrenziali, alimenta i primi contatti diretti con l’utenza interessata e suscita curiosità.  Ecco, dunque, a seconda del settore considerato, quali sono le tipologie più comuni di prova gratuita che vengono offerte dalle piattaforme e dagli operatori dei servizi digitali.

Versioni demo e prove free: dal mondo del gioco

I giochi online si prestano in modo particolare alla pratica di marketing delle prove gratuite.

Una delle tipologie più diffuse e ricercate dagli amanti del gaming sono le versioni demo di un gioco. Si tratta di un tipo di prova che consente di giocare con un titolo – spesso in imminente uscita, e comunque molto atteso – nella sua versione incompleta, dunque privo di alcuni livelli e funzionalità. L’utilità di questo meccanismo è evidente: incuriosisce, permette di far conoscere le atmosfere, i personaggi e la giocabilità di un videogame, e, soprattutto, è in larga parte preliminare all’acquisto, se la prova è soddisfacente.

Il fatto che, tra gli altri, Sony abbia lanciato il DemoFest 2022 per PlayStation, e che piattaforme come Steam siano il punto di riferimento di moltissimi giocatori alla ricerca di prove demo, la dice lunga sul successo di questa modalità. In realtà le prove demo sono comuni anche nel campo del gioco legale a distanza, soprattutto in riferimento a prodotti come le slot machine online. In poche parole, gli utenti registrati alle piattaforme che ancora non hanno un conto, prima di provare le slot online con soldi veri possono utilizzare, insieme ai crediti gratis dei bonus casinò senza deposito, anche le demo version, quando offerte dai maggiori concessionari.

Tornando al pianeta gaming, tra le tipologie di prove gratuite ne esiste un tipo che, invece, consente di giocare con un videogame nella sua edizione completa, ma soltanto per un certo periodo di tempo. In pratica i videogiocatori effettuano il download dal sito della casa madre o dai portali specializzati nel gioco, e iniziano la prova. Alla scadenza, possono scegliere se acquistare il titolo, mantenendo i livelli già conseguiti, oppure no. Diverso ancora è il beta testing: in questo caso, più che una prova free a tutti gli effetti, si tratta di una strategia di “customer validation”. I giocatori registrati che si offrono come tester possono provare un gioco in imminente uscita, ma ancora in fase di sviluppo definitivo, potendo segnalare eventuali falle o bug alla casa madre.

La prova gratuita come “assaggio”: dallo streaming on demand all’e-learning

La prova gratuita, nel caso di servizi più strutturati e duraturi nel tempo, può servire come “assaggio”, che può essere preliminare a un abbonamento. Ne sono un esempio le prove gratis delle tv in streaming on demand, come Paramount Plus, delle piattaforme di video, come YouTube Premium o di altri servizi integrati, come Amazon Prime. In realtà questa tipologia di offerta, che consente di fruire dei contenuti e dei vantaggi, gratuitamente, per un mese o per una settimana, a seconda dei casi, non è più molto comune, dopo che anche Netflix ha sospeso il servizio. Anche quando presente, poi, si tratta di una formula promozionale che può prevedere, tra le condizioni, il rinnovo automatico, salvo previa disattivazione. Se si legge bene il contratto, clausole incluse, l’offerta può comunque rivelarsi vantaggiosa.

Anche nel campo dell’e-learning la prova gratuita ha un proprio ruolo di incentivo: in questo caso, si parla soprattutto di “lezioni prova”, che possono essere proposte da siti specializzati nell’insegnamento delle lingue, ad esempio, oppure da piattaforme che aggregano tipologie di corsi di tutti i tipi, come Udemy. Se si aderisce all’offerta-prova si può conoscere l’insegnante, i suoi metodi, i contenuti del corso, per poi decidere se iscriversi o meno al pacchetto di lezioni proposto.

Shareware e freeware: software in prova

Anche i software, dalla grafica alla postproduzione fotografica, passando per quelli informatici, possono prevedere una prova gratuita.

A questo punto, però, è necessario fare una distinzione tra shareware e freeware.

Partendo da quest’ultimo, si tratta di un tipo di programma gratuito, il cui download si effettua dal web e che comunque viene fornito con un contratto di licenza: ne sono esempi GIMP e LibreOffice. Lo shareware, invece, può essere scaricato gratuitamente ma, appunto, soltanto per il periodo di prova. WinZip e Adobe Photoshop sono esempi di shareware: al termine del rilascio free, è necessario acquistarli per continuare a usufruire del servizio.

giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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