Una nuova tecnologia sviluppata in Finlandia punta a trasformare legno di recupero e residui agricoli in sistemi di accumulo energetico avanzati. La startup Granarium Technologies, nata da progetti di ricerca del VTT, sta lavorando all’industrializzazione di un supercondensatore definito come 100% rinnovabile, pensato per supportare la stabilità delle reti elettriche in un contesto di crescente elettrificazione.
Una piattaforma basata su materiali rinnovabili
Granarium ha sviluppato una soluzione che utilizza una piattaforma in nanocellulosa capace di legare strutture di biocarbone dedicate all’accumulo di energia. L’obiettivo non è sostituire le batterie tradizionali, ma affiancarle in tutte quelle situazioni in cui serve una risposta immediata alle variazioni della rete.
Secondo l’azienda, questa combinazione permette di ottenere un sistema:
- sicuro, grazie all’assenza di materiali critici o instabili
- scalabile, adattabile a diversi contesti industriali
- producibile localmente, sfruttando risorse rinnovabili reperibili sul territorio
L’utilizzo di carbonio derivato da scarti agricoli e legno di recupero riduce la dipendenza da materie prime finite e concentrate in poche aree del mondo, con potenziali benefici anche sul fronte dei costi.
Perché servono supercondensatori nella rete elettrica
La crescente diffusione delle fonti rinnovabili introduce fluttuazioni più frequenti nella produzione di energia. In questo scenario, i supercondensatori possono intervenire rapidamente per:
- bilanciamento della rete
- regolazione della frequenza
- gestione dei picchi di domanda
- miglioramento della qualità dell’alimentazione elettrica negli impianti industriali
La rapidità di risposta li rende complementari alle batterie, che invece sono più adatte allo stoccaggio di energia su tempi più lunghi.
Costi ridotti e produzione locale
Uno degli elementi più rilevanti riguarda gli investimenti necessari per avviare la produzione. Granarium sostiene che i costi iniziali possano essere fino all’80% inferiori rispetto a quelli richiesti per realizzare grandi impianti dedicati alle batterie.
Questa caratteristica potrebbe favorire una diffusione più rapida della tecnologia, soprattutto nei mercati che puntano a sviluppare filiere energetiche locali e sostenibili.
Prime applicazioni e piani di crescita
La startup ha già individuato clienti pilota e partner industriali. Le prime sperimentazioni sono previste entro i prossimi sei mesi e riguarderanno soprattutto settori con processi produttivi continui, dove stabilità e qualità dell’alimentazione elettrica sono fattori critici.
La produzione commerciale inizierà su piccola scala, con una capacità fino a 50 unità all’anno, ma l’azienda guarda già a una rapida espansione attraverso collaborazioni industriali e l’ingresso nei mercati internazionali.





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