Data center galleggianti per l’AI

da | 22 Giu 2026

La crescita dell’intelligenza artificiale sta spingendo la domanda energetica dei data center, sollevando interrogativi su consumi, impatto ambientale e disponibilità di risorse. Tra le soluzioni alternative emergono i data center galleggianti, un approccio che mira a sfruttare l’oceano come fonte energetica e sistema di raffreddamento naturale. In questa direzione si muove Panthalassa, startup dell’Oregon che ha ottenuto un finanziamento Serie B da 140 milioni di dollari per sviluppare una nuova generazione di nodi di calcolo offshore.

Strutture progettate per operare in mare aperto

Il progetto prevede la realizzazione di unità lunghe circa 85 metri, costruite in acciaio e progettate per galleggiare con la maggior parte della struttura immersa. All’interno trovano posto i moduli di calcolo dedicati all’AI, racchiusi in un contenitore ermetico e raffreddati direttamente dall’acqua marina circostante.

L’elemento distintivo è il sistema che trasforma il moto ondoso in energia elettrica: il movimento dell’acqua viene convogliato verso una turbina interna, generando la potenza necessaria ad alimentare i chip. In questo modo l’intera piattaforma può operare senza collegamenti alla rete elettrica terrestre.

Energia dalle onde e raffreddamento naturale

L’approccio di Panthalassa punta a ridurre due criticità tipiche dei data center tradizionali:

  • Consumo di energia, grazie alla conversione del moto ondoso in elettricità costante.
  • Uso di acqua dolce, eliminato grazie al raffreddamento diretto tramite l’oceano.

L’ambiente marino diventa così un dissipatore termico naturale, permettendo di evitare sistemi di raffreddamento energivori e riducendo l’impatto sulle risorse idriche.

Secondo le proiezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, il fabbisogno energetico legato all’AI potrebbe crescere del 30% all’anno fino al 2030, arrivando a rappresentare il 3% del consumo globale. Soluzioni alternative come questa potrebbero alleggerire la pressione sulle infrastrutture esistenti.

Trasmissione dei dati via satellite

Un altro elemento innovativo riguarda la gestione del traffico dati. Le informazioni elaborate non verrebbero inviate a terra tramite cavi, ma attraverso satelliti in orbita bassa, riducendo la necessità di infrastrutture fisiche e ampliando le possibilità di posizionamento delle piattaforme.

Roadmap e obiettivi della startup

Il finanziamento ottenuto consentirà a Panthalassa di completare lo stabilimento di assemblaggio vicino a Portland e di avviare il dispiegamento della serie pilota Ocean‑3 nel Pacifico settentrionale entro la fine del 2026. L’obiettivo è arrivare alla commercializzazione nel 2027, aprendo la strada a un nuovo modello di data center offshore.

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