Piccola premessa: la GoPro Mission 1 Pro filma in 8K, scatta foto fino a 50 megapixel e può andare sott’acqua fino a 20 metri senza custodia aggiuntiva. Per testare al meglio qualcosa di simile bisognerebbe scalare una parete, percorrere 80 chilometri in bici, chessò, quantomeno impegnarsi in un trail running. E vogliamo essere onesti, non l’abbiamo fatto. Ecco perché questo articolo è rivolto a chi, come noi, ha il desiderio di farne un uso molto più “umano”. Un obiettivo giustificato da ciò che la Mission 1 Pro rappresenta per GoPro: una doppia sfida. Tornare agli antichi fasti e riprendersi lo scettro tra le action cam, certo, ma anche posizionarsi su un terreno nuovo, quello delle mirrorless, con in più la robustezza che da sempre è caratteristica distintiva della sua produzione.
Prime impressioni, piacerà ai vlogger
La GoPro Mission 1 Pro è una videocamera cinematografica sorprendente, dal costo non trascurabile. Sono almeno tre le sue caratteristiche che possono giustificare il prezzo non tanto per i fanatici dell’azione, ma per la schiera sempre più ampia dei creator evoluti che cerchino la qualità dell’immagine. Sembra proprio che GoPro progettandola pensasse a loro. Può valere la spesa, in realtà, anche per un “vlogger della domenica” che non si accontenti di una action cam in purezza e voglia qualcosa di più compatto e duttile di una tradizionale mirrorless che costa anche di più. Qualcosa che continui a scattare e filmare quando ogni altra fotocamera alzerebbe bandiera bianca.
Sensore da 1 pollice, e fu la luce
Il primo punto a favore è il sensore da un pollice, le stesse dimensioni di quello montato da Sony nella RX0. Per molto tempo GoPro lo ha ritenuto non fattibile, adesso ci è riuscita e questo ha eliminato uno dei principali limiti dei suoi modelli: la scarsa qualità dei video con poca luce. Le GoPro sono ideali per riprendersi mentre si surfa o si scia, meno in notturna. Il problema è risolto con questo grande sensore principale ideale per riprese in interno o – banalizziamo – per video in movimento della festa di compleanno con la torta e le candeline da spegnere. Altra novità che può risultare decisiva per un creatore di contenuti sono i video Open Gate in 8k: cioè, la GoPro registra in un formato squadrato (4×3) utilizzando l’intero sensore, per poi sull’app poter scegliere se passare a una ripresa panoramica in 16:9 o nel formato verticale, ideale per i social. Una sola ripresa, diversi formati.

Il Super Slow Motion della GoPro Mission 1 Pro è una delle sue eccellenze
Super slow motion
Un wow merita il super slow motion a 960 fps (e 16x) con risoluzione 1080p: non si tratta di una novità assoluta, ma lo è per una GoPro, e comunque stiamo parlando di quasi mille fotogrammi al secondo. È a nostro parere una vera killer application. Certo, utilizzare la Mission 1 Pro per postare i propri filmati su Instagram, senza sfruttare a pieno la risoluzione degli 8K ideali per video professionali, è come andare in Ferrari a fare la spesa e magari non giustificherebbe i 700 euro del prezzo, ma non sono finiti i punti qualificanti di questa versatile action cam.
La svolta: nuovo chip e nuova batteria
Ci sono i display più ampi mai montati su una GoPro, 1,4 pollici quello frontale, 2,59 e OLED quello posteriore. C’è il processore GP3 (in pratica il vero responsabile del cambio di passo che GoPro si aspetta dalla serie Mission 1) che annulla i problemi di surriscaldamento che hanno accompagnato a lungo le action cam della casa: noi non ne abbiamo avuti, ma come detto, ci siamo limitati a una corsetta nel parco, senza impegnare la Mission 1 in lunghe sessioni di ripresa. C’è la nuova batteria con una autonomia dichiarata fino a 5 ore per i video a 1080p, la retrocompatibilità ai modelli della serie Hero black e una ricarica rapida che si è completata in meno di un’ora. Quest’ultima, tra le cose che più abbiamo più apprezzato, insieme ai quattro microfoni che restituiscono un audio nitido, senza distorsioni: in particolare quello posteriore che è la novità a uso dei vlogger abituati a parlare direttamente alla videocamera. Non si raggiunge l’efficienza dei DJI Mic Mini, per esempio, ma GoPro renderà presto disponibile una linea di suoi microfoni wireless che dovrebbe chiudere il gap.

Il display Oled da 2,59 pollici della GoPro Mission 1: in alto a destra la novità del microfono posteriore
Punta e scatta
La GoPro Mission 1 Pro è disponibile anche nella Grip Edition con cui viene fornita un’impugnatura point-and-shoot, meccanica ed essenziale, nella quale la camera si inserisce con facilità. Il costo sale a 780 euro, e cambia molto anche l’uso, trasformandola in un oggetto meno “selvaggio”, più “urban style”, una mirrorless fatta e finita. Un’ulteriore spinta alla Mission 1 Pro sarà data, infine, dalla versione ILS in arrivo da settembre con ottica intercambiabile: sarà possibile montare obiettivi, grandangolari, vetri delle marche più note, alzando ancora il livello della qualità fotografica. Ultimo capitolo di un tentativo ambizioso: con lo stesso prodotto attrarre gli amanti delle riprese sportive estreme e il mondo della produzione video semi-professionale.





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