GoPro rivuole il primato e lancia le Mission 1: c’è anche la mirrorless

da | 10 Mag 2026

Dici GoPro e pensi “action cam”. I due termini sono diventati una cosa sola nel linguaggio comune. Negli anni, però, il marchio californiano ha perso smalto (e anche qualche treno di passaggio) incalzato dalla concorrenza cinese. Il titolo azionario che nel 2015, sull’onda della quotazione a Wall Street, sfiorò i cento dollari di quotazione oggi non riesce a valicare il muro dei due euro: nella dura legge della finanza, sono numeri che parlano da soli. 

Le tre videocamere GoPro Mission 1

La buona notizia è che le tre videocamere della serie Mission 1 sembrano aver risolto davvero gran parte delle “mancanze” della precedente GoPro Hero. Senza però perdere la robustezza e la qualità costruttiva che hanno fatto la fortuna del brand di San Mateo. Le Mission 1 alzano il tiro, fascia di utenza e sono pensate per vlogger e professionisti. I tre modelli – Mission 1, Mission 1 Pro e Mission 1 Pro ILS – sono accomunati da un nuovo sensore da 50 megapixel di tipo 1 (comunemente chiamato da 1 pollice), cioè con le stesse dimensioni che si trovano in una compatta premium come la Sony RX0, e dal nuovo processore proprietario GP3. A questo si aggiungono la batteria Enduro 2 da 2150 mAh e l’angolo di visione diagonale di 159° del nuovo obiettivo. Con la copertura più ampia tra le attuali action cam a obiettivo singolo.

Tutte le novità colmano i deficit dei modelli precedenti: il sensore da 1” (con una gamma dinamica fino a 14 stop a livello del sensore) fa la differenza soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. Mentre il processore GP3 e la nuova batteria dovrebbero risolvere i problemi di surriscaldamento e autonomia che hanno tormentato gli utilizzatori delle Hero. GoPro promette, per esempio, circa 96 minuti di registrazione a 8K senza surriscaldamento, oltre 3 ore a 4K30 e addirittura 5 ore di registrazione a 1080p.

La serie è «progettata per andare all’inferno e tornare indietro» dice con un sovrappiù di enfasi Nicholas Woodman, ceo e fondatore di GoPro. Ma l’affidabilità delle action cam californiane è in effetti nota. Le Mission 1 risultano impermeabili fino a 20 metri senza custodia, pesano solo 205 grammi e sono abbastanza piccole da essere agganciate ovunque, anche per le riprese più spericolate. Migliorie evidenti anche nell’audio, con quattro microfoni integrati, uno in più rispetto alla Hero13. Tra la ricca dotazione di accessori che accompagneranno la nuova serie, c’è anche un kit di microfoni wireless in diretta competizione con i DJI Mic 2. Che include due trasmettitori con portata fino a 150 metri e pesanti meno di 10 grammi. 

Obiettivi intercambiabili

Mission 1 base e Pro hanno le stesse caratteristiche ad eccezione della risoluzione di acquisizione video. Che nella prima è limitata a 4K120 in modalità Open Gate (e 1080p240 in formato 16:9). La Pro, inoltre, è disponibile anche nella Grip Edition che la trasforma in una fotocamera compatta punta-e-scatta.

La novità più interessante della serie, a nostro giudizio, è però la Mission 1 PRO ILS proposta in formato mirrorless con attacco per obiettivi intercambiabili Micro Quattro Terzi. In pratica un’ultra-compatta compatibile con centinaia di ottiche di terze parti che può trasformarsi in una cinepresa professionale. Ma con un peso ridotto e un costo risibile rispetto alle mirrorless più diffuse.

Disponibili dal 28, la sfida del prezzo

La Mission 1 ILS (che sta per Interchangeable Lens System) arriverà solo a 2026 inoltrato e costerà 699 euro, Mission 1 e 1 Pro sono in vendita dal 28 maggio rispettivamente a 450 e 600 euro, preordinabili dal 21. GoPro può tornare a rivaleggiare con i concorrenti, da Insta 360 a DJI, ma come spesso accade sarà posizionarsi col giusto pricing a fare la differenza.  

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