Sottomarino Ran svela nuove strutture sotto i ghiacci antartici

da | 27 Dic 2025

Una recente missione scientifica ha permesso di osservare per la prima volta la complessa morfologia nascosta sotto la piattaforma di ghiaccio Dotson, nell’Antartide occidentale. Protagonista è Ran, un sottomarino autonomo progettato per operare in ambienti estremi, che ha raccolto dati inediti sulle interazioni tra oceano e ghiaccio prima di scomparire durante una delle immersioni. Le informazioni ottenute offrono nuovi elementi per comprendere i processi che regolano lo scioglimento delle piattaforme antartiche.

Una mappatura senza precedenti

Durante 27 giorni di attività, Ran ha esplorato circa 140 km² della parte inferiore della piattaforma Dotson, spingendosi fino a oltre 10 miglia all’interno della cavità sotto il ghiaccio galleggiante. Le immagini sonar hanno rivelato un paesaggio articolato, composto da terrazze sovrapposte, canali levigati, fratture profonde e cavità estese, elementi impossibili da rilevare tramite osservazioni satellitari.

Queste strutture mostrano come la base della piattaforma non sia uniforme, ma formata da zone modellate da dinamiche diverse. Le aree orientali e centrali presentano superfici stratificate, mentre la parte occidentale appare più erosa e segnata da canali scolpiti da correnti più intense.

Il ruolo delle correnti calde

Secondo lo studio guidato dall’Università di Göteborg, l’ingresso di acque oceaniche più calde nella cavità sotto la piattaforma è un fattore chiave nella formazione di questo paesaggio nascosto. Le fratture nel ghiaccio funzionano come veri e propri corridoi che convogliano il calore, favorendo una fusione accelerata e contribuendo alla perdita di massa della piattaforma.

Questi processi, spesso semplificati nei modelli climatici, risultano invece più complessi e variabili. Integrare tali dettagli potrebbe migliorare le proiezioni sull’evoluzione dei ghiacciai dell’Antartide occidentale, una regione che incide in modo significativo sull’innalzamento globale del livello del mare.

La scomparsa del veicolo

Ran operava senza GPS e senza comunicazioni radio, affidandosi esclusivamente ai propri sistemi di navigazione interna. Dopo 14 missioni completate con successo, il sottomarino non è riemerso da un’ulteriore immersione destinata ad ampliare la mappatura. I tentativi di localizzazione non hanno prodotto risultati e le cause della perdita restano incerte: possibili ipotesi includono un guasto, una collisione con strutture di ghiaccio o un errore di navigazione.

Nonostante la scomparsa, il materiale raccolto rappresenta una risorsa scientifica di grande valore, offrendo una delle descrizioni più dettagliate mai ottenute dell’ambiente sotto una piattaforma antartica.

Implicazioni per la ricerca climatica

Le informazioni acquisite da Ran mostrano come la base delle piattaforme di ghiaccio sia un mosaico complesso, sensibile alle variazioni delle correnti oceaniche. Comprendere queste dinamiche è essenziale per valutare la velocità con cui l’Antartide occidentale potrebbe perdere ghiaccio in un clima in rapido cambiamento.

Le mappe ottenute costituiscono una rara finestra su un sistema ancora poco esplorato e sottolineano l’importanza di sviluppare tecnologie capaci di operare in ambienti estremi per migliorare le previsioni sul futuro delle calotte polari.

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