L’Irlanda sta sperimentando un portafoglio digitale governativo pensato per semplificare la verifica dell’età online, soprattutto in vista di possibili restrizioni all’accesso ai social media per gli under 16. Il progetto, attualmente in fase pilota, punta a offrire un sistema che confermi solo l’idoneità dell’utente senza condividere dati sensibili, in linea con gli obblighi europei sull’identità digitale previsti entro il 2026.
Un sistema di verifica basato su conferme essenziali
Il portafoglio digitale consente ai cittadini di archiviare documenti come certificato di nascita, patente o tessera sanitaria, utilizzabili per dimostrare la propria età. Quando un utente tenta di accedere a una piattaforma con limiti anagrafici, l’app invia alla piattaforma una semplice risposta “sì/no”, evitando la trasmissione di informazioni aggiuntive. L’obiettivo è ridurre l’esposizione dei minori ai rischi online, garantendo allo stesso tempo un livello di tutela della privacy coerente con le normative europee.
Il quadro normativo e gli obiettivi del governo
Il progetto rientra nelle iniziative previste da Digital Ireland e dal nuovo Codice di sicurezza online, che richiede alle piattaforme designate di adottare misure efficaci di verifica dell’età. Secondo il Dipartimento per la Pubblica Amministrazione, questo strumento dovrebbe facilitare l’applicazione delle regole e contribuire alla protezione di bambini e adolescenti.
La fase di test è aperta al pubblico e include un sondaggio per raccogliere commenti e suggerimenti. Il governo considera questa fase cruciale per definire l’evoluzione dell’app e garantirne la facilità d’uso, un aspetto ritenuto fondamentale per l’adozione su larga scala.
Tempistiche e incognite ancora aperte
Nonostante l’avanzamento del progetto, restano alcuni punti da chiarire. In particolare, non è ancora definito il livello di coinvolgimento delle aziende social, che dovranno integrare il sistema nei propri processi di accesso. La versione definitiva del portafoglio dovrà comunque essere pronta entro la fine dell’anno, per rispettare le scadenze imposte dal regolamento UE sull’identità digitale.
Un trend europeo in crescita
L’Irlanda non è l’unico Paese a muoversi in questa direzione. Anche la Spagna sta valutando misure simili, mentre in Italia il dibattito si è intensificato dopo recenti episodi di cronaca, con il ministro Valditara che ha definito “non più rinviabile” il cosiddetto Ddl Social. Il tema della protezione dei minori online sta quindi diventando centrale nel panorama europeo, con diversi governi impegnati a trovare un equilibrio tra sicurezza, privacy e regolamentazione.





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