MediaWorld, l’acquisizione di JD.com finisce sotto esame UE

da | 30 Mag 2026

L’ingresso di JD.com nel capitale di Ceconomy, gruppo che controlla i marchi MediaMarkt, Saturn e l’italiana MediaWorld, è ora oggetto di una valutazione formale da parte della Commissione europea. L’operazione, annunciata a dicembre e dal valore di 2,2 miliardi di euro, ha sollevato dubbi sulla possibile presenza di sussidi statali cinesi che potrebbero alterare la concorrenza nel mercato europeo. Bruxelles ha quindi attivato per la prima volta il Regolamento sui Sussidi Esteri in relazione a un’acquisizione proveniente dalla Cina, congelando temporaneamente la transazione.

L’operazione JD.com–Ceconomy

JD.com ha acquisito la maggioranza di Ceconomy, holding tedesca che controlla una delle principali reti europee di elettronica di consumo. In Italia, l’operazione riguarda direttamente MediaWorld, presente con 145 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. L’investimento rappresenta un passo significativo per l’espansione del gruppo cinese nel retail europeo, un settore strategico e caratterizzato da forte competizione. Proprio per questo, l’attenzione delle autorità comunitarie si è concentrata sulla natura dei capitali impiegati per l’acquisizione.

Il nodo dei possibili aiuti di Stato

La Commissione europea vuole verificare se JD.com abbia beneficiato di finanziamenti pubblici, incentivi fiscali o contributi governativi provenienti da Pechino. L’eventuale presenza di tali aiuti potrebbe configurare una distorsione del mercato, rendendo l’operazione non conforme alle regole europee sulla concorrenza. Il Regolamento sui Sussidi Esteri, entrato in vigore per monitorare operazioni di questo tipo, consente infatti a Bruxelles di intervenire quando un’azienda extra-UE potrebbe ottenere un vantaggio competitivo grazie a sostegni statali non dichiarati.

Le risposte delle aziende coinvolte

JD.com ha respinto le ipotesi avanzate dall’UE, sostenendo che l’acquisizione sarà finanziata tramite debito bancario privato e risorse interne. Anche Ceconomy ha espresso fiducia nella conclusione positiva del processo, sottolineando come l’operazione possa contribuire agli obiettivi europei di innovazione e competitività nel settore retail.

I prossimi passi della Commissione

L’indagine non dovrebbe protrarsi a lungo: Bruxelles ha 90 giorni lavorativi per completare l’istruttoria, con scadenza fissata al 2 ottobre 2026. Al termine, la Commissione dovrà stabilire se autorizzare l’acquisizione o bloccarla, definendo così il futuro dell’espansione di JD.com nel mercato europeo dell’elettronica di consumo.

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