Impronta di carbonio in UE: i dati aggiornati

da | 20 Feb 2026

La carbon footprint pro capite nell’Unione Europea si attesta a circa 9 tonnellate di CO₂ equivalente per il 2023. Un valore significativo, che però acquista senso solo se inserito nel contesto più ampio delle dinamiche di consumo, produzione e variazioni rispetto agli anni precedenti. I dati Eurostat permettono di osservare come l’impronta climatica dei cittadini europei stia cambiando e quali settori contribuiscano maggiormente alle emissioni.

Cos’è l’impronta di gas serra

L’impronta di gas serra misura le emissioni generate lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto o servizio, dalla progettazione allo smaltimento. Questo approccio considera gli impatti indipendentemente dal luogo in cui si verificano, offrendo una visione completa delle emissioni associate ai consumi europei.

Il quadro 2023: emissioni in calo rispetto al 2022

Secondo Eurostat, nel 2023 la carbon footprint pro capite nell’UE è rimasta stabile su valori elevati, ma ha registrato un calo di circa 1 tonnellata rispetto al 2022. Tra i Paesi con i valori più bassi figurano:

  • Portogallo: 6,5 tCO₂eq
  • Bulgaria: 6,8 tCO₂eq
  • Svezia e Romania: 6,9 tCO₂eq

All’estremo opposto:

  • Cipro: 14,8 tCO₂eq
  • Irlanda: 14 tCO₂eq
  • Lussemburgo: 12,7 tCO₂eq

L’Italia si colloca in linea con la media europea, con 9,1 tonnellate pro capite.

Composizione delle emissioni e origine geografica

Il 77% dell’impronta europea è costituito da CO₂, mentre il 16% deriva dal metano. La maggior parte della CO₂ associata ai consumi UE è prodotta all’interno dei confini comunitari, mentre circa metà delle emissioni di metano proviene da Paesi terzi.

Nel complesso, i beni e servizi consumati nell’UE hanno generato 4 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, a fronte di 3,3 miliardi prodotti direttamente sul territorio europeo. La differenza conferma che l’Unione è importatrice netta di emissioni.

Andamento 2013-2023: un decennio di riduzioni

Nel periodo 2013-2023 si osservano due trend principali:

  • Emissioni da consumo: -12,9%
  • Emissioni da produzione: -18,6%

Il 2020 rappresenta un punto di minimo, influenzato dalle restrizioni legate alla pandemia. I due anni successivi mostrano una ripresa, mentre il 2023 torna su livelli simili a quelli del 2020.

I settori più impattanti

Nel 2023 le principali fonti dell’impronta di gas serra legata ai consumi UE sono state:

  • Fornitura di gas, vapore e aria condizionata: 876 milioni di tonnellate
  • Industria manifatturiera: 825 milioni
  • Attività domestiche: 677 milioni

Circa il 35% dell’impronta complessiva è generato fuori dall’UE. La Cina è il primo contributore esterno (26%), seguita da USA (7%) e Russia (6%).

Parallelamente, il 21% delle emissioni prodotte nell’UE è destinato a beni e servizi consumati in altri Paesi, soprattutto USA, Cina e Regno Unito.

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