La carbon footprint pro capite nell’Unione Europea si attesta a circa 9 tonnellate di CO₂ equivalente per il 2023. Un valore significativo, che però acquista senso solo se inserito nel contesto più ampio delle dinamiche di consumo, produzione e variazioni rispetto agli anni precedenti. I dati Eurostat permettono di osservare come l’impronta climatica dei cittadini europei stia cambiando e quali settori contribuiscano maggiormente alle emissioni.
Cos’è l’impronta di gas serra
L’impronta di gas serra misura le emissioni generate lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto o servizio, dalla progettazione allo smaltimento. Questo approccio considera gli impatti indipendentemente dal luogo in cui si verificano, offrendo una visione completa delle emissioni associate ai consumi europei.
Il quadro 2023: emissioni in calo rispetto al 2022
Secondo Eurostat, nel 2023 la carbon footprint pro capite nell’UE è rimasta stabile su valori elevati, ma ha registrato un calo di circa 1 tonnellata rispetto al 2022. Tra i Paesi con i valori più bassi figurano:
- Portogallo: 6,5 tCO₂eq
- Bulgaria: 6,8 tCO₂eq
- Svezia e Romania: 6,9 tCO₂eq
All’estremo opposto:
- Cipro: 14,8 tCO₂eq
- Irlanda: 14 tCO₂eq
- Lussemburgo: 12,7 tCO₂eq
L’Italia si colloca in linea con la media europea, con 9,1 tonnellate pro capite.
Composizione delle emissioni e origine geografica
Il 77% dell’impronta europea è costituito da CO₂, mentre il 16% deriva dal metano. La maggior parte della CO₂ associata ai consumi UE è prodotta all’interno dei confini comunitari, mentre circa metà delle emissioni di metano proviene da Paesi terzi.
Nel complesso, i beni e servizi consumati nell’UE hanno generato 4 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, a fronte di 3,3 miliardi prodotti direttamente sul territorio europeo. La differenza conferma che l’Unione è importatrice netta di emissioni.
Andamento 2013-2023: un decennio di riduzioni
Nel periodo 2013-2023 si osservano due trend principali:
- Emissioni da consumo: -12,9%
- Emissioni da produzione: -18,6%
Il 2020 rappresenta un punto di minimo, influenzato dalle restrizioni legate alla pandemia. I due anni successivi mostrano una ripresa, mentre il 2023 torna su livelli simili a quelli del 2020.
I settori più impattanti
Nel 2023 le principali fonti dell’impronta di gas serra legata ai consumi UE sono state:
- Fornitura di gas, vapore e aria condizionata: 876 milioni di tonnellate
- Industria manifatturiera: 825 milioni
- Attività domestiche: 677 milioni
Circa il 35% dell’impronta complessiva è generato fuori dall’UE. La Cina è il primo contributore esterno (26%), seguita da USA (7%) e Russia (6%).
Parallelamente, il 21% delle emissioni prodotte nell’UE è destinato a beni e servizi consumati in altri Paesi, soprattutto USA, Cina e Regno Unito.




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