Come difendersi dai WhatsApp truffa

da | 12 Ago 2024

Questo articolo che riguarda i problemi della sicurezza digitale è uno di quelli pubblicati nella nostra nuova newsletter, aggiornata ogni settimana con news dedicate e anticipazioni. Per iscriversi e riceverla puntualmente nella vostra casella mail in modo da poterla leggere integralmente, registratevi a questo link.

I WhatsApp truffa e quelli che ci credono ancora

Ho ricevuto la settimana scorsa un WhatApp che avrebbe potuto cambiarmi la vita. In pratica lavorando “solo 40 minuti al giorno” avrei potuto guadagnare da 240 a 480 euro quotidiani, pagati tra l’altro subito. Il messaggio mi è arrivato da un numero dell’Arabia Saudita da una persona che si è presentata essere di una società che in effetti esiste (ho controllato). E, tra l’altro, molto gentilmente mi ha anche detto che il mio nome era stato selezionato dopo un’attenta selezione. Insomma: cosa volere di più?

Peccato che nella mia vita, fin da bambino, dai consigli della nonna ho imparato due regole dalle quali non derogo per nessun motivo: 1) non si accettano caramelle dagli sconosciuti; 2) Nessuno ti regala niente. Tantomeno via WhatsApp. Per cui ho segnalato e bannato il messaggio, pensando nel frattempo “ma chi ci può cascare ancora?”, e pensavo che la cosa fosse finità lì.

Il Money Muling: cos’è

Invece un paio di giorni dopo mi sono imbattuto nella storia di una ragazza di nome Valentina che ha denunciato al Corriere (potete leggere la storia qui) di essere stata vittima del “Money Muling”, la stessa tecnica che volevano utilizzare con me. Si comincia con un WhatsApp, i primi soldi arrivano davvero, poi ci si sposta su Telegram e da lì si va avanti con richieste di denaro che dovrebbero dare un ritorno importante. Prima il tono è gentile, poi si fa minaccioso, con prove certe di non essere in mano a truffatori che certe poi non sono. Un classico, purtroppo sempre attuale. Valentina per fortuna è stata fermata dalla sua banca e ha perso (solo, se si può dire) 3100, ma chissà quanti truffati sono rimasti in silenzio lamentando somme più ingenti. Possibile?

Purtroppo sì, e purtroppo non riguarda solo le persone comuni. Sul nostro sito riportiamo i dati di una ricerca Acronis (potete leggere tutto in questo articolo) riguardo gli attacchi alla cybersicurezza delle aziende: via mail sono aumentati del 293% e si moltiplicano i gruppi di ramsonware, cioè coloro che prima ti infettano il computer e poi chiedono un riscatto per liberarlo. Sono numeri impressionanti, e purtroppo ancora troppe persone ci finiscono dentro. Meditate, gente, meditate. E ricordatevi le regole della nonna, anche nel mondo del futuro.

0 commenti