Il settore dell’eolico terrestre sta attraversando una fase di espansione tecnologica che fino a pochi anni fa sembrava riservata esclusivamente all’offshore. In Cina sono stati completati i primi componenti destinati a una turbina da 15 MW, una potenza che supera gli standard tradizionali delle installazioni su terraferma e che apre a una nuova generazione di macchine di grandi dimensioni. L’evoluzione riguarda soprattutto la capacità di gestire strutture più imponenti, mantenendo affidabilità e resistenza nel lungo periodo.
Una piattaforma modulare fino a 16 MW
Secondo le informazioni disponibili, la nuova piattaforma sviluppata in Cina è progettata per operare in un intervallo compreso tra 13 e 16 MW, adattandosi alle condizioni del vento. Questa flessibilità permette di ottimizzare la produzione energetica in contesti differenti, mantenendo costante la stabilità operativa. Il rotore può raggiungere un diametro di 260 metri, mentre la torre arriva a circa 190 metri, dimensioni che avvicinano l’eolico terrestre a quello offshore, tradizionalmente più imponente.
Componenti strutturali e sfide ingegneristiche
La realizzazione dei componenti principali è stata affidata a Dalian Huarui Heavy Industry Group, che ha completato il supporto del cuscinetto principale e le fusioni della base. Questi elementi hanno superato i controlli tecnici al primo tentativo, un risultato significativo considerando la complessità delle sollecitazioni a cui saranno sottoposti. In turbine di questa scala non è sufficiente aumentare le dimensioni: le pale trasferiscono al mozzo forze variabili e di grande intensità, che richiedono materiali privi di difetti interni e capaci di mantenere geometria e resistenza per milioni di cicli. Anche imperfezioni minime, irrilevanti su componenti più piccoli, possono diventare critiche quando la struttura cresce.
Superfici di raccolta e complessità operative
A ogni rotazione, le pale attraversano una superficie di circa 53.000 metri quadrati, equivalente a quasi otto campi da calcio. Un rotore più grande intercetta una quantità maggiore di aria, aumentando la produzione per singola installazione. Parallelamente, però, crescono le difficoltà legate a fabbricazione, trasporto e montaggio, soprattutto su terraferma, dove la logistica è più complessa rispetto all’offshore. Il progetto segue la scia del prototipo da 15 MW installato da SANY nel 2024, con rotore da 270 metri, segnando un ulteriore passo avanti nell’eolico terrestre di grande scala.
Un nuovo scenario per l’eolico terrestre
L’arrivo di turbine fino a 16 MW su terraferma rappresenta un’evoluzione significativa per il settore. Se queste soluzioni troveranno applicazione su larga scala, potrebbero contribuire ad aumentare la capacità produttiva delle installazioni terrestri, avvicinandole alle prestazioni dell’offshore e ampliando le possibilità di sviluppo delle energie rinnovabili.





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