La Cina ha annunciato un avanzamento significativo nel proprio programma di fusione nucleare controllata, noto come “Sole artificiale”. Il progresso riguarda la produzione nazionale di una lega metallica ultra pura, elemento chiave per la costruzione dei magneti superconduttori del reattore sperimentale BEST. Questo sviluppo potrebbe ridurre la dipendenza da fornitori esteri e accelerare la realizzazione dell’impianto previsto entro il 2027.
Un materiale strategico per la fusione
Il substrato metallico Hastelloy C276, finora importato, è stato riprodotto in versione ultra pura da un team dell’Istituto di Ricerca sui Metalli (IMR) dell’Accademia Cinese delle Scienze. Questo materiale costituisce la base dei nastri superconduttori di seconda generazione, fondamentali per generare i campi magnetici che confinano il plasma nel reattore Tokamak. La nuova versione presenta livelli di impurità di carbonio, ossigeno e zolfo inferiori rispetto agli equivalenti internazionali, migliorando la stabilità e la resistenza del sistema.
Caratteristiche tecniche e prestazioni
Il nastro metallico sviluppato ha una lunghezza superiore ai 2.000 metri e uno spessore di soli 0,046 millimetri. La superficie, estremamente liscia, mostra una rugosità inferiore ai 20 nanometri. Quando raffreddato con azoto liquido, il materiale raggiunge una resistenza alla trazione superiore a 1.900 megapascal, mantenendo stabilità termica fino a 900 °C. Queste proprietà lo rendono adatto alle intense sollecitazioni termiche e meccaniche del reattore.
Il progetto BEST e l’autonomia tecnologica
Il reattore BEST (Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak), in costruzione a Hefei, rappresenta l’evoluzione del precedente Tokamak EAST. L’obiettivo è produrre energia elettrica da fusione entro il 2027. La recente installazione della base Dewar, struttura isolata sottovuoto per il raffreddamento criogenico dei magneti, segna l’inizio dell’assemblaggio dei componenti principali. La produzione interna del substrato C276 consente alla Cina di superare uno dei principali colli di bottiglia tecnologici, rafforzando l’autonomia del programma.
Prospettive energetiche
La fusione nucleare è considerata da Pechino una risorsa strategica per garantire un futuro energetico sostenibile e svincolato dalle fonti fossili. Il successo nella produzione del substrato ultra puro rappresenta un tassello importante in questa direzione, con potenziali ricadute anche sul piano industriale e scientifico.





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