Web tax europea: la decisione entro metà luglio

da | 23 Giu 2021

Si sente molto parlare di web tax europea. Cioè dell’introduzione di una tassa sui servizi digitali entro metà del 2021. Lo ha chiesto il Parlamento europeo in una risoluzione approvata in sessione plenaria con 549 voti favorevoli, 70 contrari e 75 astensioni. Vediamo di che cosa si tratta.

La web tax europea e come si muove l’Unione

Secondo la risoluzione sulla web tax europea “le norme fiscali internazionali stabilite all’inizio del XX secolo non sono adatte all’economia digitale” e “un’aliquota minima di imposta sulle società è urgentemente necessaria a livello internazionale”. Per gli eurodeputati infatti  “le tasse dovrebbero essere pagate dove il valore è realmente creato”.

In pratica l’ergomento è stato a lungo sottovalutato durante questo periodo di trasformazione digitale. Con una tassazione che non è in linea con quanto richiesto alle aziende del settore tradizionale, problema che si ancor di più evidenziato durante la pandemia.  “La parità di trattamento fiscale non è solo equa, ma è anche necessaria per una concorrenza leale – ha detto l’eurodeputato tedesco del Partito Popolare europeo, Andreas Schwab, co-responsabile del testo – . Nella risoluzione si forniscono linee guida chiare e semplici su come smettere di tassare in modo diverso le imprese digitali e quelle tradizionali”.

Come cambiare la tassazione

Per ridurre l’elusione fiscale e rendere le tasse più eque, l’Europarlamento chiede che sia fissata un’aliquota fiscale minima effettiva a un livello equo. E che sia sufficiente per scoraggiare il trasferimento degli utili e prevenire una concorrenza fiscale dannosa.  Come esempio di  prende la recente proposta dell’amministrazione Biden negli Usa di un’aliquota fiscale globale del 21% sulle società. Allo stesso modo, in campo digitale per gli eurodeputati è necessario “pagare più tasse dove si crea valore, concetto da sempre alla base della tassazione, piuttosto che dove le aliquote sono più basse”.

“I grandi attori digitali non possono avere un vantaggio ingiusto rispetto alle Pmi. Abbiamo la responsabilità morale di garantire che le multinazionali digitali contribuiscano con la loro giusta quota. Proprio come tutte le altre società e cittadini”, ha evidenziato il liberale ceco Martin Hlaváček, secondo co-relatore del testo. Aggiungendo che “sebbene la questione possa essere risolta al meglio a livello internazionale, questo deve essere l’ultimo tentativo: o c’è un accordo entro l’estate all’Ocse oppure l’Ue deve adottare la propria strategia”.

web tax Paolo GentiloniLa decisione entro luglio

Il Parlamento è determinato a trovare una soluione sulla web tax europea entro il G20 di luglio. “Un anno fa un accordo sulla tassazione delle multinazionali sembrava praticamente impossibile – ha detto il Commissario all’Economia Paolo Gentiloni-. Oggi siamo sul punto di raggiungere un accordo globale senza precedenti, che consentirebbe di definire la tassazione sul prossimi decenni e che coinvolgerebbe circa 10 multinazionali”.

L’intento, dice Gentiloni, è di creare un sistema fiscale equo e giusto: “Sulla tassazione la Commissione europea formulerà una sua proposta subito dopo l’accordo internazionale a livello di G20, posto che l’accordo arrivi cosa che non è acclarata al 100%. Probabilmente l’incontro decisivo sarà quello dell’Inclusive Framework (dell’OCSE, ndr) a fine giugno. Poi è abbastanza possibile che si arrivi all’adozione da parte del G20 il 13 luglio a Venezia”.

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