Ma che senso ha comprarsi un televisore 8K? La domanda se la fa perfino Samsung, che proprio sull’8K sta costruendo il prossimo futuro. E ovviamente la fa per darsi una risposta, perché il binomio Samsung 8K è quello che vuole cambiare il mercato delle Tv. Intanto la prima mossa è l’accordo siglato con CHILI. L”app del servizio streaming sarà preinstallata sui nuovi schermi a ultrarisoluzione e fornirà contenuti ad hoc. Intanto: torniamo alla domanda. Ecco la possibile risposta.

Il modello Samsung QLED 8K da 98 pollici

Samsung 8K, i perché di una rivoluzione

Dalla transizione a una nuova era

Oggi il mercato dei televisori si trova in un momento di transizione tecnologica che vede uno spostamento sempre più significativo verso prodotti di grandi dimensioni. In questo campo l’innovazione sulla risoluzione sempre più definita sta orientando i consumatori. Parallelamente la domanda di televisori connessi in rete che abilitano i servizi di video streaming insieme ad altre funzioni smart è in crescita costante.

Da qui nasce la crescente collaborazione tra Samsung e CHILI. Che sfocia nel primo servizio di streaming dedicato sui TV Samsung. Si tratta di una  collaborazione che dà la possibilità esclusiva ai possessori di QLED 8K di vedere alcuni contenuti nativi prodotti da CHILI in una qualità mai vista. L’azienda dall’introduzione del primo modello del genere, ha insieme al brand coreano  sviluppo di software e contenuti. E oggi mette a disposizione nella migliore qualità disponibile sul mercato, video che raccontano bellezze artistiche italiane ed europee, la natura incontaminata e la nuova frontiera spaziale.

Il Presidente di Samsung Italia Alex Lim, il capo Divisione Audio-Video Bruno Marnati e il Ceo di CHILI Giorgio Tacchia

Una tecnologia premium

L’8K è sempre più percepita come una tecnologia premium e in quest’ottica il brand coreano sta effettuando continui investimenti nello sviluppo. E nel progressivo miglioramento dei propri dispositivi e in particolare nella tecnologia proprietaria 8K AI Upscaling. Che consente l’ottimizzazione dei contenuti allo standard 8K partendo da qualsiasi altra risoluzione nativa grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale. Oltre a lavorare a supportare l’effettiva produzione di contenuti nativi, come è stato fatto con la realizzazione della serie di documentari “Unveiled” che raccontano una Milano nascosta.

Samsung prosegue insomma sempre di più sulla strada dell’innovazione. E nel primo semestre del 2019 ha contato 2 milioni di unità QLED vendute a livello globale con un’aspettativa di raggiungere 5 milioni di unità vendute entro la fine dell’anno. Nello specifico del mercato 8K, invece, si prevede che la domanda di questi televisori sarà quest’anno di circa 215.000 unità. Ad oggi la maggior parte del marketplace dei televisori con tecnologia questa comprende prodotti Samsung. La cui l’aspettativa è di mantenere se non incrementare la propria leadership grazie anche al lancio globale del modello di TV QLED 8K da 55 pollici.

Perché il 55 pollici?

Questo taglio di partenza sembra una scelta particolare. L’8K infatti parte con l’idea di schermi grandi per dare appunto la dimensione del segmento Premium. Il 55 pollici invece si scontra già con l’esistente, ovvero i QLED 4K Hdr che cominciano giusto ora ad avere contenuti fruibili. Bruno Marnati, capo della Divisione Audio Video di Samsung, spiega però che “il senso è dare al consumatore l’idea di una democratizzazione dell’alta qualità. L’8K ovviamente vive in un segmento alto di prezzo. Ma l’esistenza di un taglio d’ingresso accessibile, aiuterà l’espansione della tecnologia”. Che già oggi, come detto, comunque gode della possibilità di portare al massimo livello risoluzioni più basse. A partire da quella standard delle trasmissioni non in Hd.

E in ogni caso Samsung ha voluto mostrare il suo grande gioiello, ovvero la versione 8K da 98 pollici. Uno schermo davvero impegnativo che rappresenta il massimo possibile esistente sul mercato. Impegnativo come prezzo (59.900 euro), ma che spiega come non si tratti solo di un Tv. Ma di un’innovazione che oltre al mercato consumer può interessare quello business. a quello dell’intrattenimento o a quello del sociale. Insomma se l’8K ha già un perché, questa è la risposta.

 

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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