Xbox One, dopo 12 anni arriva il primo hack

da | 16 Mar 2026

Dopo oltre dodici anni dal debutto, Xbox One non è più considerabile una piattaforma impenetrabile. Alla REverse Conference 2026 è stato mostrato il primo exploit hardware capace di accedere alla ROM della console, un risultato che apre la strada allo sviluppo di un Custom Firmware e all’esecuzione di codice non autorizzato. La scoperta segna un passaggio rilevante per la scena del modding, finora rimasta sostanzialmente ferma a causa delle solide misure di sicurezza integrate nel sistema.

Un exploit basato sul voltage glitching

L’analisi presentata da Markus Gaasedelen illustra un approccio fondato sul voltage glitching, tecnica che interviene in modo mirato durante la fase di avvio della console. Alterando il voltaggio in momenti specifici, è possibile generare errori di lettura in alcune istruzioni chiave, ottenendo così l’accesso alla ROM, normalmente protetta da un sistema integrato nell’APU custom AMD. Questa procedura consente di superare uno dei principali meccanismi di difesa della piattaforma, considerato per anni uno dei più robusti nel panorama console.

Limiti e ambito dell’exploit

L’hardware coinvolto è il modello originale di Xbox One, quello lanciato nel 2013. Le varianti successive — Xbox One S e Xbox One X — potrebbero non essere vulnerabili allo stesso metodo o richiedere adattamenti significativi. Nonostante questo limite, la dimostrazione rappresenta un punto di partenza per ulteriori ricerche. L’accesso alla ROM permette infatti di analizzare più a fondo il funzionamento interno della console e di individuare eventuali altre superfici di attacco.

Implicazioni per la scena modding

L’apertura della piattaforma potrebbe portare, nel medio periodo, allo sviluppo di strumenti dedicati al modding, come firmware personalizzati o loader per software non ufficiale. Tuttavia, la complessità dell’exploit e la necessità di interventi hardware rendono improbabile una diffusione immediata su larga scala. Per la comunità di ricercatori e appassionati, il risultato rappresenta comunque un cambio di scenario: una console ritenuta per anni inattaccabile mostra ora un primo varco concreto.

Uno sguardo alla ricerca

Durante la conferenza, Gaasedelen ha illustrato nel dettaglio le fasi dell’operazione, offrendo una panoramica tecnica utile a comprendere come sia stato possibile aggirare le protezioni iniziali del sistema. Il lavoro si inserisce in un contesto più ampio di studi dedicati alla sicurezza delle piattaforme di gioco, sempre più complesse e integrate con servizi online.

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