Il nuovo SwitchBot Hub 3 si presenta come un dispositivo ambizioso che mira a diventare il centro di comando per una smart home eterogenea, capace di integrare sia dispositivi moderni che soluzioni più datate. Il supporto allo standard Matter, la presenza di numerosi sensori ambientali, un telecomando IR universale e una manopola fisica multifunzione lo rendono un dispositivo estremamente completo, anche se non adatto a tutti.
Un design funzionale e ricco di comandi
Lo SwitchBot Hub 3 mantiene un design compatto ma robusto (126 × 94 × 38 mm) ed è pensato per adattarsi a diverse soluzioni di montaggio, grazie anche all’attacco magnetico incluso. Il display LCD a colori da 2,4”, visibile anche alla luce diretta, è accompagnato da una manopola rotante centrale e da otto pulsanti fisici e capacitivi programmabili, che consentono di attivare scene e scorciatoie personalizzate.
Una scelta progettuale interessante riguarda il sensore di temperatura e umidità, posizionato direttamente sul cavo di alimentazione USB-C, per evitare interferenze termiche con l’elettronica interna. A questo si affiancano un sensore PIR di movimento e uno di luminosità ambientale, utili per automazioni più intelligenti.
Connettività Matter e gestione IR
Lo SwitchBot Hub 3 supporta Wi-Fi a 2,4 GHz e Bluetooth LE, e può controllare fino a 30 dispositivi Matter, fungendo da bridge per l’ecosistema Apple Home, Google Home e Amazon Alexa. La compatibilità Matter consente anche l’integrazione con piattaforme come Home Assistant, aprendo la strada a scenari avanzati di automazione.
Tra i punti di forza, l’integrazione infrarossi consente di controllare dispositivi non smart, come condizionatori, televisori o lettori multimediali, con una portata fino a 30 metri. Il sistema IR è dotato di funzionalità di “apprendimento” dei comandi da telecomandi esistenti e può gestire fino a 10 dispositivi IR, oltre a 15 via Bluetooth.
Un’esperienza ricca, ma non sempre immediata
Configurare l’hub è semplice: bastano pochi minuti tramite l’app SwitchBot e la scansione del codice Matter. Tuttavia, l’utilizzo quotidiano può risultare meno intuitivo. La combinazione di interfaccia fisica, tasti capacitivi e manopola non è sempre fluida, e l’accesso ai comandi virtuali può richiedere diversi passaggi, specie quando le scene salvate diventano numerose.
Il limite strutturale dei 30 pulsanti virtuali Matter è sufficiente per la maggior parte delle case, ma la mancanza di supporto per funzioni avanzate (come pressioni prolungate o doppio tap) potrebbe ridurre la personalizzazione per gli utenti più esigenti. Inoltre, l’assenza di sincronizzazione bidirezionale nei comandi IR (ad esempio, se un dispositivo viene acceso manualmente, l’app non lo rileva) può generare confusione.
A chi è destinato
SwitchBot Hub 3 si rivolge principalmente a utenti esperti o già inseriti in ecosistemi domotici, in particolare a chi possiede dispositivi SwitchBot e desidera una gestione unificata. È adatto a chi cerca un hub versatile, che combini sensori ambientali, supporto Matter, controllo IR e integrazione Bluetooth in un unico dispositivo.
Meno adatto, invece, a chi cerca una soluzione semplice e plug-and-play, oppure a chi desidera un telecomando totalmente portatile: la necessità di collegamento fisso via USB-C limita la mobilità del dispositivo.
Un investimento per utenti consapevoli
Con un prezzo di listino di 129,99€ (attualmente scontato sul sito ufficiale), SwitchBot Hub 3 si posiziona in fascia medio-alta. Tuttavia, l’elevata versatilità e l’approccio modulare possono giustificare l’investimento, soprattutto per chi cerca una piattaforma centralizzata e aperta a dispositivi di marche e tecnologie diverse.
Non privo di difetti, questo hub si propone però come uno strumento solido per una smart home evoluta, capace di connettere presente e passato domotico sotto un’unica interfaccia.





0 commenti