Stop al carbone rinviato al 2038 nel Decreto Bollette

da | 30 Mar 2026

Il recente emendamento al Decreto Bollette modifica in modo significativo la roadmap energetica italiana: la chiusura delle centrali a carbone viene posticipata al 31 dicembre 2038, spostando in avanti di tredici anni la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima. La decisione arriva in un contesto segnato da instabilità dei mercati energetici, tensioni geopolitiche e incertezze legate ai costi delle materie prime. Oltre al capitolo carbone, il provvedimento introduce nuove regole sul telemarketing e rafforza gli obblighi di trasparenza per gli operatori dei settori energia, gas e telecomunicazioni.

Rinvio dello stop al carbone

Il nuovo termine del 2038 ridefinisce la strategia nazionale sulle fonti fossili. La proroga non implica una riattivazione automatica degli impianti inattivi: sarà il Governo a stabilire se e quando autorizzare l’uso del carbone, valutando se impiegarlo in modo continuativo o come riserva fredda, cioè attivabile solo in caso di necessità.

Il tema economico resta centrale. Centrali come quelle di Civitavecchia e Brindisi, ferme da anni, richiederebbero investimenti consistenti per tornare operative. Secondo le stime del MASE, la sostenibilità economica potrebbe essere raggiunta solo con un prezzo del gas superiore ai 70 €/MWh, mentre oggi si viaggia intorno ai 56 €/MWh. Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il sistema europeo degli ETS, che il Governo italiano vorrebbe rivedere o sospendere per tutelare la competitività industriale.

Nuove regole per il telemarketing

L’emendamento introduce un cambiamento rilevante per la tutela dei consumatori: i contratti proposti telefonicamente saranno considerati nulli se manca un consenso esplicito da parte dell’utente. Le aziende potranno contattare i cittadini solo in due casi:

  • quando l’utente ha inviato una richiesta tramite portale web;
  • quando, al momento della firma di un contratto, ha autorizzato la ricezione di comunicazioni commerciali.

Eventuali violazioni potranno essere segnalate all’AGCOM e al Garante della Privacy, rafforzando così gli strumenti di controllo.

Trasparenza e responsabilità degli operatori

Il Decreto introduce anche un nuovo articolo dedicato alla correttezza e adeguatezza delle proposte contrattuali nei settori energia, gas e telecomunicazioni. Gli operatori dovranno:

  • raccogliere informazioni sulle esigenze del cliente prima della stipula;
  • valutare la coerenza dell’offerta con il profilo dell’utente;
  • garantire la qualità della consulenza, anche quando svolta tramite soggetti terzi.

L’obiettivo è aumentare la trasparenza e ridurre pratiche commerciali poco chiare in comparti particolarmente sensibili per famiglie e imprese.

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