SpaceX si prepara a un debutto in Borsa destinato a segnare un nuovo primato nei mercati finanziari. L’azienda guidata da Elon Musk mira a raccogliere 75 miliardi di dollari, una cifra che supera di gran lunga qualsiasi precedente collocamento iniziale. L’operazione porta la valutazione complessiva a 1,75 mila miliardi di dollari, sostenuta soprattutto dalla crescita di Starlink e dai progetti legati all’intelligenza artificiale. Accanto alle prospettive di sviluppo, emergono però anche elementi di rischio che gli analisti invitano a considerare con attenzione.
IPO da primato assoluto
Il prezzo di emissione delle 556 milioni di azioni SPCX è stato fissato a 135 dollari, per un totale di oltre 75 miliardi di dollari raccolti. La domanda ha superato ampiamente le aspettative, raggiungendo circa 100 miliardi di dollari in ordini. Tra gli investitori figura anche BlackRock, con un impegno da 5 miliardi. L’operazione avrà un impatto significativo anche all’interno dell’azienda: i 4.400 dipendenti che hanno ricevuto azioni come parte della retribuzione vedranno aumentare il valore dei propri pacchetti, mentre la quota di Musk potrebbe avvicinarlo alla soglia del primo trilionario personale.
Il ruolo centrale di Starlink
A sostenere l’interesse degli investitori è soprattutto Starlink, la divisione che gestisce la costellazione di satelliti per la connettività a banda larga. Con 12 milioni di utenti attivi, il servizio ha generato circa il 60% del fatturato totale, pari a 18,7 miliardi di dollari. La strategia futura prevede l’integrazione con l’intelligenza artificiale di xAI e lo sviluppo di data center spaziali, elementi considerati chiave per la crescita a lungo termine.
Una valutazione che divide gli analisti
Nonostante l’interesse del mercato, diversi osservatori segnalano alcuni aspetti critici. La valutazione di 1,75 mila miliardi è pari a 94 volte il fatturato attuale, un rapporto che secondo Goldman Sachs richiederebbe di superare i 100 miliardi di ricavi entro il 2030 per essere sostenibile. Un altro elemento riguarda la limitata quantità di azioni disponibili nelle prime fasi di negoziazione, stimata tra il 3 e il 4% del totale. Secondo Morningstar, questa scarsità potrebbe rendere il titolo altamente volatile e spingerlo oltre il suo valore equo.
Profitti concentrati e perdite accumulate
La crescita di SpaceX è stata rapida, ma Starlink rimane l’unica divisione in utile. Le perdite cumulate ammontano a 41,3 miliardi di dollari, mentre tra gennaio e marzo di quest’anno il risultato netto è stato negativo per 4,27 miliardi, in aumento rispetto ai 528 milioni dello stesso periodo del 2025. Una parte significativa del passivo è attribuita a xAI, che registra una perdita di 6,4 miliardi, mentre il modello Grok non ha ancora raggiunto una quota rilevante nel mercato dell’AI.
Rischi legati alla governance
Gli analisti evidenziano anche un potenziale “key man risk”, legato alla forte concentrazione del potere decisionale nelle mani di Elon Musk, che detiene circa l’85% dei diritti di voto. La governance è considerata poco trasparente e la figura del CEO rappresenta un ulteriore fattore di incertezza, anche sul piano politico. Alcuni senatori statunitensi hanno inoltre sollevato dubbi sui tempi accelerati della revisione da parte della SEC, giudicati insolitamente rapidi rispetto agli standard abituali.
L’IPO di SpaceX si presenta come un evento senza precedenti, capace di attirare l’attenzione globale per dimensioni e ambizioni. Accanto alle prospettive di crescita, soprattutto nel settore satellitare e nell’intelligenza artificiale, emergono però valutazioni elevate, perdite consistenti e interrogativi sulla governance. Elementi che rendono il debutto in Borsa un passaggio cruciale per il futuro dell’azienda.





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