Sostenibilità aziendale: tra ambizione e realtà

da | 23 Set 2025

Il nuovo report del Capgemini Research Institute, “A world in balance 2025”, fotografa un panorama aziendale in cui la sostenibilità ambientale continua a essere una priorità strategica, ma l’effettiva capacità di adattamento al cambiamento climatico resta limitata. Nonostante l’aumento degli investimenti e l’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, le imprese si confrontano con ostacoli strutturali, pressioni normative e una crescente diffidenza da parte dei consumatori.

Investimenti in crescita, ma piani ancora incompleti

Secondo l’indagine, l’82% delle aziende prevede di incrementare gli investimenti in sostenibilità ambientale nei prossimi 12–18 mesi. Questo dato conferma una tendenza positiva, ma non risolve il divario tra pianificazione e azione concreta. Solo una minoranza ha definito piani di transizione dettagliati, con obiettivi intermedi e allocazione chiara del capitale. La sostenibilità è percepita come leva per competitività e innovazione, ma spesso non si traduce in misure operative sufficienti.

Le barriere interne ed esterne all’adattamento

Tra gli ostacoli principali emergono limiti di budget, carenze nei sistemi di misurazione e una struttura organizzativa frammentata. A livello esterno, la geopolitica continua a influenzare negativamente i progetti ambientali, rallentando l’implementazione di strategie a lungo termine. Quasi due terzi dei dirigenti riconoscono che le tensioni globali ostacolano gli investimenti, un dato stabile rispetto all’anno precedente.

Crisi climatica: impatti concreti e risposta insufficiente

Le conseguenze del cambiamento climatico sono già tangibili: interruzioni nelle catene di fornitura, difficoltà produttive e scarsità di materie prime sono segnalate da oltre il 70% dei dirigenti. Tuttavia, solo una parte delle aziende ha aggiornato le infrastrutture o ripensato la localizzazione produttiva. Meno di un terzo ha avviato la riprogettazione dei prodotti per ridurre la vulnerabilità climatica, evidenziando una preparazione ancora parziale.

AI e sostenibilità: opportunità e contraddizioni

L’intelligenza artificiale è sempre più integrata nelle strategie ambientali, soprattutto per l’analisi dei dati e l’ottimizzazione dei consumi. Circa due terzi delle aziende utilizzano strumenti di AI per supportare la transizione verde. Tuttavia, l’impatto ambientale della Gen AI è diventato un tema di discussione nei consigli di amministrazione, e solo una minoranza ha adottato misure per mitigarne gli effetti. Il calo di fiducia nei benefici netti della Gen AI rispetto al 2024 segnala una maggiore consapevolezza dei suoi limiti.

Consumatori più critici e divario di fiducia

Dal lato della domanda, cresce lo scetticismo: il 62% dei consumatori ritiene che le aziende pratichino il greenwashing, in netto aumento rispetto agli anni precedenti. La richiesta di azioni concrete è forte, ma la percezione di accessibilità economica dei prodotti sostenibili resta bassa. Solo il 16% dichiara di avere informazioni sufficienti per orientare le proprie scelte, evidenziando un divario informativo che incide sulla fiducia.

Il report evidenzia un contesto in cui l’impegno dichiarato delle imprese si scontra con limiti operativi e una crescente pressione esterna. La sostenibilità resta una priorità, ma per tradursi in resilienza e valore a lungo termine richiede un approccio più pragmatico, integrato e trasparente. L’equilibrio tra ambizione e capacità di attuazione sarà decisivo per il futuro delle strategie ambientali aziendali.

0 commenti
Tra me & Tech
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser per riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.