Riciclo avanzato per nuove batterie al sodio

da | 25 Feb 2026

Il recupero dei materiali tecnologici e degli scarti industriali è una delle sfide più rilevanti per la transizione verso sistemi energetici più sostenibili. Un gruppo di ricerca della Shenyang Agricultural University ha sviluppato un metodo che unisce due flussi di rifiuti molto diversi — vecchi smartphone e lignina proveniente dall’industria della carta — per ottenere un materiale ad alte prestazioni destinato alle batterie al sodio. Una soluzione che punta a ridurre l’impatto dei rifiuti elettronici e, allo stesso tempo, a valorizzare un sottoprodotto spesso inutilizzato.

Recuperare metalli dalle batterie esauste

Il primo passaggio del processo riguarda le batterie dei telefoni dismessi, una categoria di rifiuti che cresce ogni anno. I ricercatori hanno utilizzato una tecnica di sintesi idrotermale per estrarre metalli come nichel e cobalto, elementi ancora preziosi nonostante l’usura dei dispositivi. Questi metalli vengono poi trasformati in solfuri, una forma particolarmente adatta a interagire con gli ioni di sodio durante i cicli di carica e scarica.

Lignina come matrice carboniosa

Parallelamente, il team ha impiegato la lignina industriale, un residuo della produzione di carta e biocarburanti, per ottenere una matrice carboniosa che funge da supporto strutturale. Questo materiale svolge un ruolo chiave:

  • migliora la conducibilità elettrica dell’elettrodo,
  • contribuisce alla stabilità meccanica,
  • permette una distribuzione uniforme dei solfuri metallici.

Il risultato è un composito carbonio–solfuri che combina le proprietà conduttive del carbonio con la capacità dei solfuri di ospitare gli ioni di sodio.

Prestazioni dell’anodo nei test di laboratorio

Nei test preliminari, l’anodo ottenuto ha mostrato una capacità iniziale superiore a 1.000 mAh/g, mantenendo prestazioni stabili anche in condizioni di carica e scarica rapide. Si tratta di valori significativi per le batterie al sodio, una tecnologia considerata promettente grazie alla maggiore disponibilità del sodio rispetto al litio e ai costi potenzialmente inferiori.

Le difficoltà principali di queste batterie riguardano proprio i materiali degli elettrodi, spesso meno efficienti rispetto alle alternative al litio. Il nuovo composito mira a colmare questo divario, offrendo una soluzione che unisce prestazioni e sostenibilità.

Verso la produzione su larga scala

Il prossimo passo sarà verificare la scalabilità industriale del processo: costi, tempi e resa produttiva determineranno la reale applicabilità della tecnologia. Se i risultati verranno confermati anche fuori dal laboratorio, questa proposta potrebbe rappresentare un esempio concreto di come riciclo avanzato e innovazione dei materiali possano convergere verso sistemi energetici più circolari.

0 commenti