Nel deserto dello Utah è stato registrato un nuovo primato nella categoria dei veicoli alimentati a idrogeno. Il protagonista è Andy Green, figura storica delle imprese su terra, che ha portato un prototipo sperimentale a sfiorare i 654 km/h, segnando un risultato rilevante per la ricerca sulle motorizzazioni alternative. L’impresa, certificata dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), aggiunge un tassello alla lunga carriera del pilota britannico, già noto per aver superato la barriera del suono con il ThrustSSC.
Un nuovo traguardo per la propulsione a idrogeno
Il test si è svolto a Wendover, nel cuore del deserto dello Utah, un luogo simbolo per le prove di velocità su terra. Il prototipo utilizzato integra due motori a combustione interna alimentati a idrogeno, capaci di generare una potenza combinata di circa 1.600 cavalli. Durante il tentativo, Green ha raggiunto 653,908 km/h, stabilendo il nuovo record mondiale per questa categoria di veicoli. Il risultato rappresenta un passo significativo per le tecnologie basate sull’idrogeno, che continuano a essere oggetto di sperimentazione nel settore automotive e industriale.
Andy Green, una carriera costruita sulla velocità
Nato nel 1962 e con un passato nella Royal Air Force, Andy Green è considerato una delle figure più esperte nelle prove estreme su terra. Il suo nome è legato al record assoluto ottenuto con il ThrustSSC, veicolo con cui ha superato i 1.227 km/h, diventando il primo pilota a infrangere la barriera del suono. Nel corso degli anni Green ha partecipato a diversi progetti sperimentali, tra cui il JCB Dieselmax, con cui nel 2006 ha stabilito il primato per un veicolo diesel raggiungendo 563,418 km/h. La sua esperienza lo rende una figura centrale nei programmi che puntano a testare nuove forme di propulsione ad alte prestazioni.
Il ruolo di JCB e l’evoluzione dei motori
Il progetto del nuovo prototipo a idrogeno è stato sviluppato con il contributo di JCB, azienda britannica nota per la produzione di macchinari industriali. I motori utilizzati derivano da quelli impiegati nei mezzi pesanti dell’azienda e sfruttano una miscela di idrogeno gassoso pressurizzato e aria per generare combustione e impulsi di potenza. Secondo il presidente di JCB, Anthony Bamford, questo risultato dimostra come l’ingegneria britannica stia esplorando con continuità soluzioni alternative ai carburanti tradizionali, mantenendo un approccio orientato alla sperimentazione e alla ricerca.
Un primato che guarda al futuro
Il nuovo record non supera le imprese supersoniche del passato, ma conferma l’interesse crescente verso l’idrogeno come possibile vettore energetico per applicazioni ad alte prestazioni. Le prove condotte da Green e dai team tecnici coinvolti contribuiscono a delineare scenari futuri in cui la combustione di idrogeno potrebbe affiancare o integrare altre tecnologie già in sviluppo.





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