Pfas nella carta da forno: cosa emerge dai test

da | 24 Lug 2026

Una recente analisi condotta da Il Salvagente ha riportato l’attenzione sulla presenza di Pfas nella carta da forno, un prodotto di uso quotidiano spesso percepito come innocuo. Il test ha coinvolto sedici marchi diffusi nella grande distribuzione italiana, rilevando tracce di composti fluorurati nella quasi totalità dei campioni. Pur non emergendo violazioni dei limiti europei, i risultati sollevano interrogativi soprattutto sul fronte ambientale e sulla reale “naturalità” dichiarata da alcune confezioni.

La presenza di Pfas nei prodotti analizzati

L’indagine ha individuato tracce misurabili di Pfas in 14 prodotti su 16, con le sole eccezioni dei campioni Carrefour e Domopak, risultati sotto la soglia di quantificazione. I marchi analizzati includono nomi molto diffusi come Cuki, Lidl, Eurospin, Coop, Esselunga, Conad, Selex ed Ecor.

Nella maggior parte delle carte da forno sono stati rilevati due composti perfluoroalchilici, mentre nella variante aromatizzata di Lidl ne sono stati individuati tre. Nonostante ciò, nessun campione ha superato i limiti europei che entreranno in vigore il 12 agosto, né per i singoli Pfas né per la loro somma complessiva.

Quali sostanze sono state trovate

Il laboratorio ha identificato principalmente:

  • Pfba – un Pfas a catena corta, caratterizzato da elevata mobilità ambientale.
  • 6:2 Ftoh e 8:2 Ftoh – alcoli fluorotelomerici che possono degradarsi in composti più persistenti, tra cui Pfhxa e Pfoa.

Questi dati riguardano esclusivamente la presenza delle sostanze nel materiale. Non è stata misurata la migrazione verso gli alimenti, un elemento fondamentale per valutare l’esposizione diretta durante la cottura, soprattutto oltre i 200°C o in presenza di cibi grassi.

Impatto ambientale e gestione dei rifiuti

Il tema più rilevante emerso dal test riguarda l’ambiente. La carta da forno viene utilizzata per tempi brevi e poi smaltita, spesso tra i rifiuti indifferenziati o nell’organico. I composti fluorurati, estremamente persistenti, possono quindi raggiungere:

  • discariche
  • inceneritori
  • compost
  • suolo e falde

continuando a circolare per periodi molto lunghi.

Il fatto che due prodotti risultino privi di quantità misurabili dimostra che una carta da forno con livelli inferiori di sostanze problematiche è tecnicamente realizzabile, suggerendo margini di miglioramento per l’intero settore.

Comunicazione e percezione del prodotto

Alcune confezioni richiamano una presunta naturalità, spesso legata al colore o alla mancata sbiancatura della carta. Tuttavia, questa caratterizzazione non fornisce indicazioni sull’eventuale uso di composti fluorurati, creando una discrepanza tra percezione e composizione reale del prodotto.

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