Al largo delle coste dell’Occitania, nel sud della Francia, è stato completato il primo parco eolico galleggiante al mondo con approccio “nature-inclusive”. Il progetto, chiamato Éoliennes Flottantes du Golfe du Lion (EFGL), segna un passo importante per l’energia rinnovabile offshore. Oltre a produrre elettricità, integra soluzioni per la tutela dell’ambiente marino.
Energia pulita in acque profonde
EFGL si trova a 16 chilometri dalla costa. Le tre turbine da 10 megawatt poggiano su fondazioni galleggianti. Queste strutture sono state assemblate nel porto di Port-La Nouvelle e poi trasportate in mare. La configurazione consente di superare i limiti tecnici dell’eolico in acque profonde. Ocean Winds ha guidato il progetto, forte dell’esperienza maturata con WindFloat Atlantic in Portogallo.
Un impianto per 50.000 persone
La connessione alla rete elettrica è quasi completata. EFGL potrà fornire energia rinnovabile a circa 50.000 abitanti ogni anno. Le turbine rappresentano un esempio concreto di innovazione applicata alla transizione energetica. Il progetto punta a ridurre l’impatto ambientale e a rafforzare l’autonomia energetica locale.
Biodiversità marina protetta
EFGL introduce una novità: i Biohut, rifugi artificiali per la fauna marina. Queste strutture arricchiscono la biodiversità e favoriscono il ripopolamento delle specie acquatiche. È la prima volta che un impianto eolico offshore include un sistema dedicato all’ecosistema marino. L’iniziativa dimostra come tecnologia e tutela ambientale possano coesistere.
Collaborazione e impatto locale
Il progetto ha coinvolto esperti marittimi, partner locali e innovatori internazionali. Ogni fase, dalla progettazione all’installazione, ha richiesto un lavoro di squadra. EFGL genera benefici non solo energetici, ma anche economici e occupazionali. La cooperazione tra attori regionali e globali ha favorito lo sviluppo del territorio.
Prospettive e sfide future
Ocean Winds guarda già al futuro. Nel 2024 ha ottenuto l’assegnazione di EFLO, un impianto da 250 MW. L’espansione dell’eolico offshore apre nuove opportunità, ma anche interrogativi. In Svezia, la Guardia costiera ha identificato un oggetto in mare: si trattava di un frammento di turbina eolica. L’episodio evidenzia la necessità di gestire con attenzione la manutenzione degli impianti.





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