OpenAI starebbe sviluppando una serie di dispositivi hardware basati sull’intelligenza artificiale, ampliando così il proprio raggio d’azione oltre il software. Secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, l’azienda avrebbe avviato un progetto di ampia portata che coinvolge più prodotti, tra cui uno smart speaker con videocamera, occhiali intelligenti e una lampada dotata di funzioni avanzate. L’iniziativa sarebbe gestita da un team interno particolarmente esteso, segno della volontà di costruire un ecosistema completo.
Uno smart speaker previsto per il 2027
Il primo dispositivo a raggiungere il mercato dovrebbe essere uno speaker intelligente, atteso non prima dell’inizio del 2027. Le stime parlano di un prezzo compreso tra 185 e 280 euro, posizionandolo nella fascia media del settore. La caratteristica più rilevante sarebbe l’integrazione di una videocamera capace di riconoscere oggetti, analizzare ciò che accade nella stanza e interpretare le conversazioni. Tra le funzioni allo studio figurerebbe anche un sistema di riconoscimento facciale pensato per autorizzare pagamenti e acquisti.
Il ruolo della startup io Products
Il progetto hardware avrebbe preso forma dopo l’acquisizione di io Products, startup fondata dall’ex designer Apple Jony Ive. L’operazione, valutata circa 6 miliardi di euro, ha portato in OpenAI una figura che ha contribuito in modo decisivo al design dei prodotti Apple dagli anni Novanta al 2019. L’esperienza di Ive potrebbe influenzare l’estetica e l’approccio progettuale dei nuovi dispositivi, orientandoli verso un linguaggio formale riconoscibile.
Occhiali smart e altri prototipi
Oltre allo speaker, OpenAI starebbe valutando lo sviluppo di occhiali smart, un segmento oggi dominato da pochi attori e che potrebbe vedere un debutto non prima del 2028. Più incerto il percorso della lampada intelligente, di cui sarebbero stati realizzati alcuni prototipi, ma che non avrebbe ancora raggiunto una forma definitiva. L’idea sarebbe quella di creare un oggetto domestico capace di interagire con l’ambiente e con l’utente in modo naturale.
Le sfide legate alla privacy
Uno dei punti più delicati riguarda la gestione dei dati personali. Tutti i dispositivi ipotizzati includerebbero videocamere e sistemi di analisi dell’ambiente, elementi che potrebbero sollevare dubbi tra i consumatori. L’adozione di tecnologie basate sull’osservazione delle abitudini quotidiane richiede infatti un equilibrio tra funzionalità e tutela della privacy, un aspetto che potrebbe influenzare la diffusione dei prodotti.





0 commenti