Nuove strategie per sostenere la corsa all’intelligenza artificiale
OpenAI ha avviato una profonda ristrutturazione delle proprie infrastrutture tecnologiche per rispondere alla crescente domanda di potenza computazionale. L’azienda guidata da Sam Altman, nota per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale come ChatGPT e Sora, ha stretto importanti accordi nel settore del cloud e dei semiconduttori, spingendosi oltre la storica collaborazione con Microsoft.
L’accordo con Oracle per 4,5 GW di potenza
Uno dei passaggi chiave di questa trasformazione è l’intesa con Oracle, che fornirà a OpenAI 4,5 GW di potenza di calcolo su base annuale. Un volume energetico paragonabile a quello prodotto da quattro reattori nucleari, sufficiente ad alimentare milioni di abitazioni. Questa capacità sarà utilizzata nei futuri data center statunitensi realizzati nell’ambito del progetto Stargate, un’iniziativa da 500 miliardi di dollari che punta a espandere l’infrastruttura cloud su larga scala.
Secondo fonti del Financial Times, il contratto, del valore di 30 miliardi di dollari l’anno e in vigore dal 2028, vedrà Oracle operativa in diversi Stati americani, tra cui Texas, Ohio, Wisconsin e Pennsylvania. Questo passaggio segna un importante ridimensionamento del ruolo esclusivo precedentemente detenuto da Microsoft con la piattaforma Azure.
Addio a NVIDIA? OpenAI guarda alle TPU di Google
Parallelamente, OpenAI starebbe valutando l’adozione delle TPU di Google, lasciando intendere un possibile allontanamento dai chip NVIDIA, da sempre cardine dell’infrastruttura hardware dell’azienda. Le Tensor Processing Unit di Google promettono migliori prestazioni in inferenza a costi più contenuti, un fattore sempre più rilevante per sostenere modelli di AI in rapida evoluzione.
Le TPU, originariamente riservate all’uso interno di Google, sono oggi accessibili anche da clienti esterni come Anthropic e Safe Superintelligence. La nuova generazione, denominata Ironwood, introduce ulteriori ottimizzazioni che potrebbero essere determinanti nella scelta di OpenAI.
Un ecosistema in trasformazione
La scelta di diversificare fornitori e architetture hardware evidenzia come OpenAI stia cercando soluzioni scalabili e sostenibili per mantenere il proprio vantaggio competitivo. Allo stesso tempo, la mossa riflette una tendenza più ampia nel settore: aziende come Microsoft stanno sviluppando chip interni per ridurre la dipendenza dai fornitori tradizionali e contenere i costi a lungo termine.
Nel contesto globale, intanto, la Cina si posiziona come concorrente emergente, con investimenti crescenti nella produzione di semiconduttori, pur restando indietro di qualche anno rispetto ai leader attuali come TSMC. Un panorama in rapido cambiamento che potrebbe ridefinire le gerarchie del settore nei prossimi anni.





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