Mozziconi di sigaretta, un inquinante persistente

da | 16 Mar 2026

I mozziconi di sigaretta rappresentano uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati, ma il loro impatto sull’ambiente è tutt’altro che trascurabile. Una ricerca condotta dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli ha analizzato per dieci anni l’evoluzione chimica, microbiologica e tossicologica dei filtri dispersi nell’ambiente, evidenziando come questo scarto sia un inquinante persistente capace di alterare il suolo e generare microplastiche.

La composizione del filtro e la sua lunga permanenza

Il filtro delle sigarette è costituito da acetato di cellulosa, un materiale plastico che non si degrada facilmente. Anche dopo un decennio, la struttura non scompare ma si frammenta in microplastiche, particelle che possono essere trasportate dal vento o dall’acqua e finire nella catena alimentare. Questa trasformazione lenta e continua rende il mozzicone un rifiuto capace di rilasciare sostanze pericolose per lunghi periodi.

Effetti sul suolo e sulla biodiversità microbica

La degradazione dei filtri risulta complessa anche per i microrganismi del terreno. L’acetato di cellulosa è povero di nutrienti essenziali, in particolare di azoto, elemento fondamentale per la crescita di funghi e batteri. Per decomporre il mozzicone, i microrganismi devono prelevarlo dal suolo circostante, sottraendolo alle piante e agli altri organismi.

Nel tempo, i terreni contaminati tendono a ospitare solo microrganismi “specializzati”, capaci di utilizzare le poche sostanze presenti nel filtro. Questa selezione riduce la biodiversità microbica, un elemento chiave per la salute del suolo e per i processi ecologici che lo mantengono fertile.

Due picchi di tossicità nel ciclo di vita del mozzicone

Lo studio ha individuato due momenti critici in cui il mozzicone rilascia le maggiori quantità di sostanze nocive:

  • Subito dopo lo spegnimento, quando nicotina e composti chimici residui vengono dispersi nell’ambiente.
  • Dopo circa cinque anni, fase in cui il filtro inizia a frammentarsi e libera ulteriori sostanze intrappolate nelle fibre.

Questi rilasci successivi rendono il mozzicone un rifiuto problematico non solo nell’immediato, ma anche nel lungo periodo.

Le possibili soluzioni tecnologiche

La ricerca scientifica sta esplorando metodi per ridurre l’impatto ambientale dei mozziconi. Tra le proposte più interessanti emerge un progetto sviluppato da un gruppo di ricercatori cinesi, che ha individuato un processo per trasformare i filtri usati in elettrodi di carbonio destinati ai sistemi di accumulo energetico. Un approccio che, se ulteriormente sviluppato, potrebbe contribuire a valorizzare un rifiuto oggi altamente inquinante.

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