ITER: completato il solenoide centrale per la fusione nucleare

da | 6 Mag 2026

Il progetto ITER, tra i più ambiziosi esperimenti internazionali sulla fusione nucleare, compie un passo decisivo. Gli Stati Uniti hanno consegnato in Francia gli ultimi componenti del solenoide centrale, il magnete che avvierà e manterrà il plasma nel reattore sperimentale di Cadarache. L’obiettivo è dimostrare la possibilità di produrre energia pulita e stabile attraverso la fusione.

Un magnete da record

Il solenoide centrale costituisce il cuore magnetico di ITER. Una volta assemblato, raggiungerà 18 metri di altezza e 4,25 metri di larghezza. La struttura comprende sei moduli sovrapposti, ciascuno da oltre 122 tonnellate. Gli ingegneri hanno impiegato 6 chilometri di cavo superconduttore in niobio-stagno per ogni modulo, materiale indispensabile per generare campi magnetici intensi. La produzione, durata 15 anni, si è svolta nel centro tecnologico di General Atomics in California, dove ogni elemento ha richiesto più di due anni di lavorazione e test.

Assemblaggio e prossime tappe

Nel sito francese di ITER, i tecnici hanno già impilato cinque moduli. L’ultimo, arrivato nel settembre 2025, verrà integrato entro la fine del 2026. Dopo l’assemblaggio, una struttura di compressione stabilizzerà il magnete e ne garantirà la resistenza alle forze generate dal campo magnetico. A supporto del sistema è previsto anche un esoscheletro alto 18 metri, consegnato nel 2025, progettato per contenere le sollecitazioni meccaniche durante il funzionamento.

Il ruolo del solenoide

Il solenoide centrale genera la variazione di flusso magnetico necessaria per accendere il plasma e mantenerne la corrente. Questo processo consente di avviare la reazione di fusione, che richiede temperature e stabilità estreme. ITER punta a produrre 500 MW di potenza termica partendo da un input di 50 MW, dimostrando la possibilità di ottenere un guadagno energetico netto.

Collaborazione globale per l’energia pulita

Avviato negli anni ’80, ITER coinvolge sette partner internazionali e prevede un investimento superiore a 22 miliardi di euro. A differenza della fissione nucleare, la fusione non genera scorie radioattive a lunga durataemissioni climalteranti, offrendo una prospettiva più sicura per la produzione energetica. Il completamento del solenoide centrale segna così una tappa decisiva verso la dimostrazione della fattibilità della fusione nucleare come fonte di energia sostenibile.

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