I Maya e l’acqua: filtri avanzati, rischio mercurio

da | 11 Mar 2026

Le recenti analisi condotte sull’antica città maya di Ucanal, nel Guatemala settentrionale, offrono nuovi elementi per comprendere come questa civiltà gestisse le proprie risorse idriche. Gli studi, realizzati tra il 2018 e il 2024, mostrano un livello di progettazione sorprendentemente avanzato per un contesto preindustriale, ma rivelano anche una criticità inattesa: l’accumulo di mercurio nei bacini cittadini, probabilmente legato all’uso diffuso del pigmento rosso a base di cinabro. Un elemento invisibile e impossibile da rilevare con le tecniche dell’epoca, che potrebbe aver inciso sulla salute della popolazione.

I sistemi idrici di Ucanal

Ucanal ospitava tra 8.000 e 11.000 abitanti e dipendeva da tre grandi bacini artificiali, ciascuno con funzioni specifiche. Le analisi dei sedimenti e delle strutture circostanti mostrano una gestione dell’acqua articolata e adattata alle esigenze della città.

  • Aguada 2, il bacino principale, era costruito su un’area sopraelevata e sfruttava canali in pietra che agivano come filtri naturali. Questo sistema permetteva di trattenere sedimenti e impurità, contribuendo anche a limitare la presenza di cianobatteri, microrganismi potenzialmente dannosi.
  • Attorno al bacino era presente vegetazione strategica, utile a creare zone d’ombra che mantenevano l’acqua più fresca e riducevano la proliferazione algale.
  • Aguada 3, situato in un’area abitata da classi sociali meno abbienti, mostrava livelli di contaminazione molto più elevati. I ritrovamenti di rifiuti domestici, frammenti ceramici e perfino una sepoltura suggeriscono un utilizzo meno controllato, simile a una piccola discarica.
  • Piscina 2, collegato a un sistema di drenaggio, favoriva il movimento e l’ossigenazione dell’acqua. Nonostante la vicinanza alle zone urbane, presentava livelli di contaminazione relativamente contenuti.

L’origine della contaminazione da mercurio

Tutti e tre i bacini mostravano però un elemento comune: alte concentrazioni di mercurio. La causa principale sembra essere il cinabro, un pigmento rosso ricavato dal solfuro di mercurio, molto utilizzato nella cultura maya per decorazioni, rituali e tombe.

Le piogge trascinavano progressivamente questa polvere nei terreni e nei bacini, aumentando la contaminazione. Tra l’830 e il 950 d.C., periodo di intensificazione degli scambi commerciali, l’uso del cinabro crebbe e i livelli di mercurio nei serbatoi aumentarono di oltre 300%.

Il problema era aggravato dal fatto che il mercurio è inodore e incolore, quindi impossibile da rilevare senza strumenti avanzati.

Impatti sulla popolazione

Oggi sappiamo che il mercurio può causare danni neurologici e problemi legati alla salute riproduttiva. Sebbene non sia possibile stabilire un nesso diretto con il declino della civiltà maya, l’esposizione prolungata a questo elemento potrebbe aver rappresentato un fattore di rischio significativo per la popolazione di Ucanal.

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