Il ritorno di Vine prende forma attraverso Divine, una nuova piattaforma che recupera lo spirito originale dei celebri video da 6 secondi. L’app, disponibile su App Store e Google Play, nasce con l’obiettivo di valorizzare contenuti autentici e creativi, mantenendo un approccio distante dalle produzioni generate dall’intelligenza artificiale. Il progetto combina nostalgia, recupero storico e una visione più rigorosa sulla provenienza dei contenuti digitali.
Un archivio storico dei video originali
Divine si presenta anche come un vero e proprio “museo” dei Vine, grazie al ripristino di circa 500 mila clip provenienti da un backup comunitario. Il materiale è stato recuperato attraverso l’Archive Team, che aveva conservato i video come file binari di grandi dimensioni. La ricostruzione ha richiesto un lavoro tecnico complesso per interpretare la struttura dei file e ripristinare non solo i contenuti, ma anche le interazioni originali come visualizzazioni, commenti e “mi piace”. Il progetto ha attirato l’attenzione di diversi creator storici della piattaforma, che hanno incoraggiato il team a procedere con cautela per garantire un risultato accurato e rispettoso dell’originale.
Un social “umano” e senza contenuti AI
Uno degli elementi centrali della nuova piattaforma è la volontà di mantenere un ambiente privo di contenuti generati artificialmente. Per questo Divine richiede agli utenti di registrare i video direttamente nell’app oppure di sottoporli a verifica C2PA, uno standard che certifica l’origine e le eventuali modifiche dei contenuti digitali. L’obiettivo è preservare un feed composto da produzioni autentiche, evitando la diffusione di materiale definito come AI slop, ovvero contenuti generati o alterati dall’AI senza trasparenza.
Il ruolo di Jack Dorsey nel rilancio
Il ritorno di Vine è stato possibile grazie ai finanziamenti di and Other Stuff, organizzazione no profit fondata nel 2025 da Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter. Il progetto rappresenta, secondo molti osservatori, una sorta di riscatto rispetto alla chiusura di Vine avvenuta durante la sua guida di Twitter. Divine diventa così un tentativo di recuperare un pezzo di storia del web, offrendo al tempo stesso una piattaforma più attenta alla qualità e alla trasparenza dei contenuti.
Un nuovo inizio tra memoria e innovazione
Divine non è solo un’operazione nostalgia: punta a creare uno spazio che valorizzi la creatività breve, l’espressività immediata e la dimensione comunitaria che aveva reso Vine un fenomeno culturale. Con il recupero dell’archivio storico e un approccio più rigoroso alla provenienza dei contenuti, la piattaforma prova a coniugare memoria digitale e nuove esigenze di autenticità.





0 commenti