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Clima, l’ONU avverte: rischio +2.8°C entro fine secolo

da | 5 Nov 2025

A pochi giorni dall’apertura della COP30 in Brasile, il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) ha pubblicato il nuovo Emission Gas Report. Il documento aggiorna le proiezioni sull’aumento della temperatura globale, evidenziando il divario tra gli impegni presi dagli Stati e i risultati effettivi. A quasi dieci anni dagli accordi di Parigi, il quadro resta critico, con scenari che indicano un possibile superamento della soglia di +2°C entro la fine del secolo.

Proiezioni aggiornate, ma ancora insufficienti

Il report mostra un lieve miglioramento rispetto alle stime del 2023: se tutti i Paesi rispettassero i propri piani climatici (NDC), l’aumento medio della temperatura si attesterebbe tra 2,3 e 2,5°C, contro i 2,6–2,8°C previsti lo scorso anno. Tuttavia, in assenza di nuove politiche, la traiettoria rimane preoccupante, con un incremento stimato di +2.8°C. Parte di questa revisione, sottolinea l’UNEP, deriva da aggiornamenti metodologici e non da progressi concreti nella riduzione delle emissioni.

Impegni disattesi e impatti globali

Solo 60 Paesi hanno rispettato la scadenza di settembre per la presentazione dei piani climatici, meno di un terzo del totale. Il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi, deciso dall’amministrazione Trump, ha contribuito a peggiorare le proiezioni, incidendo per circa +0,1°C. Per contenere l’aumento sotto i +2°C, sarebbe necessario ridurre le emissioni del 35% ogni anno fino al 2035; per puntare al limite di +1,5°C, il taglio dovrebbe salire al 55% annuo per un decennio.

Le priorità secondo l’ONU

Il Segretario generale António Guterres ha ribadito l’urgenza di intensificare e accelerare gli sforzi globali. Tra le azioni prioritarie:

  • Riduzione drastica del metano
  • Transizione rapida dai combustibili fossili alle rinnovabili
  • Tutela di foreste e oceani, fondamentali per l’assorbimento della CO₂

Guterres ha inoltre evidenziato come l’energia pulita sia ormai la fonte elettrica più economica in molti mercati e la più veloce da implementare. La finestra per contenere il riscaldamento entro +1,5°C è stretta, ma secondo l’ONU è ancora percorribile.

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