Cina avvia il primo reattore nucleare al torio a sali fusi

da | 19 Apr 2025

La Cina ha raggiunto un traguardo significativo nel settore dell’energia pulita, mettendo in funzione il primo reattore nucleare al torio a sali fusi al mondo. Situato nel deserto del Gobi, questo impianto sperimentale rappresenta una svolta nella ricerca di alternative all’uranio per la produzione di energia.

Un passo avanti per l’energia nucleare

Il progetto è stato portato avanti dal team di Xu Hongjie, che ha annunciato il successo della ricarica del combustibile nel reattore da 2 megawatt termici, senza interrompere il funzionamento dell’impianto. Questa tecnologia utilizza il sale fuso per trasportare il combustibile e gestire il calore generato, con il torio come elemento radioattivo principale.

Gli esperti del settore considerano da tempo i reattori al torio una possibile evoluzione nel campo dell’energia nucleare. Secondo alcune stime, una miniera ricca di torio nella Mongolia Interna potrebbe garantire energia alla Cina per migliaia di anni, riducendo significativamente la produzione di scorie radioattive rispetto ai reattori a uranio.

I vantaggi del torio

Il torio presenta diverse caratteristiche che lo rendono un combustibile nucleare promettente. Tra i principali vantaggi:

  • È più abbondante rispetto all’uranio nella crosta terrestre.
  • Genera meno scorie radioattive a lunga durata.
  • I suoi sottoprodotti sono meno adatti alla fabbricazione di armi nucleari, riducendo i rischi per la sicurezza.
  • Combinato con la tecnologia dei sali fusi, permette al reattore di operare a pressione atmosferica, migliorando la sicurezza complessiva.

Queste proprietà lo rendono una soluzione interessante in un periodo in cui la ricerca di energie pulite è sempre più centrale a livello globale.

Un progetto con radici storiche

La Cina ha saputo sviluppare questa tecnologia partendo dalle ricerche condotte negli Stati Uniti negli anni ’60. Sebbene i primi reattori a sali fusi siano stati costruiti e testati negli USA, il Paese ha successivamente abbandonato il progetto a favore dell’uranio. Il team di Xu Hongjie, presso l’Istituto di Fisica Applicata di Shanghai, ha analizzato attentamente i documenti declassificati americani, replicando e migliorando gli esperimenti del passato.

Avviata nel 2018, la costruzione del reattore ha richiesto il contributo di un team cresciuto fino a 400 ricercatori. Dopo aver raggiunto la criticità nell’ottobre 2023, il reattore ha operato a piena potenza entro giugno 2024 e completato con successo la ricarica di torio pochi mesi dopo.

Prospettive future

Secondo Xu, l’approccio adottato dal suo team ha privilegiato la ricerca di una soluzione concreta, piuttosto che limitarsi a ottenere risultati accademici. L’obiettivo è far sì che la Cina diventi un leader mondiale nell’energia nucleare sicura e sostenibile, contribuendo alla trasformazione del mercato globale dell’energia.

La tecnologia del reattore al torio potrebbe aprire nuove prospettive per la produzione di energia pulita, dimostrando un potenziale rivoluzionario nell’ambito della sostenibilità energetica.

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