Cetacei nel Mar Ligure: biodiversità fragile da proteggere

da | 8 Lug 2025

Nel cuore del Mar Ligure, l’osservazione di cetacei come balene, capodogli e delfini non è più una rarità ma una conferma dell’eccezionale valore ambientale dell’area. Il Santuario Pelagos, spazio marino condiviso tra Italia, Francia e Principato di Monaco, è punto di riferimento per la conservazione di queste specie. Ma le minacce — ambientali e antropiche — restano numerose. L’esperienza dei ricercatori dell’Istituto Tethys e dei volontari imbarcati sulla Pelagos dimostra quanto l’impegno scientifico e civile sia fondamentale per la salvaguardia della biodiversità marina.

Un mare di cetacei: spettacolo e scienza

La navigazione al largo di Sanremo è il teatro di incontri straordinari con le balenottere comuni, classificate “in pericolo” dalla IUCN. L’equipe del progetto Cetacean Sanctuary Research monitora da anni i cetacei che frequentano queste acque per nutrirsi, respirare e socializzare. L’avvistamento di più esemplari — spesso anche in azione di breaching — avviene grazie all’occhio esperto di biologi come Caterina Lanfredi e alla prontezza dell’equipaggio. I dati raccolti contribuiscono allo studio degli esemplari e alla mappatura delle specie, supportando iniziative internazionali di conservazione.

Impatti climatici e variazione delle rotte

Il riscaldamento delle acque ha cambiato le abitudini migratorie dei cetacei: oggi si avvistano anche femmine e cuccioli in zone un tempo frequentate solo da maschi adulti. Le sonde calate in mare registrano temperature superficiali fino a 30 gradi, rivelando un cambiamento climatico tangibile che condiziona la salute dell’ecosistema. Inoltre, i canyon sottomarini che favoriscono l’abbondanza di krill e calamari si trovano lungo le rotte delle grandi imbarcazioni commerciali, rendendo frequenti le collisioni con cetacei, spesso con esiti letali.

Rilevazioni non invasive e analisi biochimiche

Durante le missioni, il team impiega strumenti discreti come idrofoniche da 200 metri per intercettare i suoni dei cetacei senza disturbare l’ambiente. Le registrazioni sonore guidano la navigazione, ma rivelano anche la presenza di rumore subacqueo da navi e sonar militari, fonte di stress e disorientamento per gli animali. Viene inoltre effettuata la raccolta e analisi delle deiezioni marine, utile non solo per conoscere la dieta ma anche per studiare il ruolo dei cetacei nello stoccaggio del carbonio, tema cruciale nella lotta al cambiamento climatico.

Citizen science e impegno volontario

Il Santuario Pelagos è anche esempio virtuoso di scienza partecipata. Volontari affiancano i ricercatori, contribuendo alle osservazioni e alla gestione delle operazioni. Il 25% dei dati estivi proviene proprio da cittadini appassionati, rendendo ogni uscita una esperienza di ricerca concreta.

Minacce invisibili: plastica e microinquinanti

Anche a 60 km dalla costa, l’ambiente è minacciato da rifiuti visibili e microplastiche. La cementificazione della costa ligure e l’affollamento turistico portano in mare oggetti di ogni tipo, finanche salvagenti giocattolo. Il bioaccumulo lungo la catena alimentare porta questi inquinanti fino alle nostre tavole, dimostrando come la salute del mare sia interconnessa con quella umana.

Verso una tutela condivisa

Il Santuario Pelagos è una zona ad alta biodiversità ma a bassa regolamentazione. Le velocità consigliate sotto i 10 nodi per le navi e le deviazioni delle rotte sopra i canyon non sono vincolanti, vanificando gli sforzi per limitare gli incidenti. Durante la Conferenza sugli Oceani a Nizza, il principe Alberto di Monaco ha presentato il Consorzio Pelagos, una rete internazionale che mira a spingere i governi verso norme più stringenti e condivise. L’Istituto Tethys, capofila del progetto fin dal 1990, continua a promuovere soluzioni concrete per la tutela del “gigante azzurro”.

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