Caldo estremo: le città italiane più esposte

da | 19 Giu 2026

Le ondate di calore stanno diventando una condizione sempre più frequente nel Mediterraneo, un’area che per caratteristiche geografiche tende ad accumulare energia e a riscaldarsi più velocemente rispetto alla media globale. L’Italia è tra i Paesi maggiormente interessati da questo fenomeno, come mostrano i dati sulle temperature percepite e sulla temperatura superficiale urbana, indicatori utili per valutare l’impatto del caldo sulla popolazione. Le analisi più recenti evidenziano un aumento significativo delle giornate con condizioni di stress termico, soprattutto nei centri urbani.

Stress termico in aumento

Secondo l’elaborazione di Greenpeace basata sui dati ISTAT, tra giugno e agosto 2025 diverse regioni italiane hanno registrato una percentuale molto elevata di giornate con temperatura media percepita superiore a 32°C. Le aree più colpite risultano:

  • Puglia: 79% delle giornate
  • Sicilia: 68%
  • Basilicata: 68%
  • Emilia-Romagna: 67%
  • Lombardia: 65%

Il confronto storico mostra un cambiamento evidente: nel periodo 1991-2000 la media nazionale era del 39%, mentre tra 2021 e 2025 è salita al 62%. Questo incremento riflette un trend ormai consolidato, con estati sempre più lunghe e temperature elevate anche nelle ore notturne, quando si registrano le cosiddette notti tropicali (minime sopra i 20°C).

Città più calde secondo i dati satellitari

La temperatura superficiale, rilevata dai satelliti Landsat 8 e 9, rappresenta un parametro chiave per comprendere il riscaldamento delle aree urbane. Nel trimestre estivo 2025, alcune città capoluogo hanno raggiunto valori particolarmente elevati, pari o superiori a 44°C:

  • Roma
  • Torino
  • Cagliari

La città con i valori più contenuti è risultata Trento, con una media di 37,4°C. Questi dati confermano come cemento e asfalto contribuiscano a trattenere calore, amplificando il fenomeno nelle zone densamente costruite.

Isole di calore: differenze oltre i 10°C

Le isole di calore urbane misurano la differenza tra la temperatura superficiale delle città e quella delle aree rurali circostanti. In molti capoluoghi italiani la forbice supera ampiamente i 6°C, con picchi particolarmente marcati:

  • Torino: +15,2°C
  • L’Aquila: +15°C
  • Trento: +13,9°C

L’unica eccezione significativa è Bari, dove il fenomeno risulta assente.

Popolazione esposta

L’impatto del caldo riguarda una quota molto ampia di cittadini:

  • 87% degli abitanti dei capoluoghi vive in quartieri con temperature superficiali massime oltre 40°C
    • Roma: 99%
    • Napoli: 96%
    • Milano: 95%

In totale si tratta di 8,2 milioni di persone, tra cui 283.000 bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di over 74.

Inoltre, il 46% della popolazione dei capoluoghi è esposta a isole di calore intense o molto intense (oltre 8,2°C di differenza rispetto alle aree rurali). Le città più colpite sono:

  • Torino: 98%
  • Napoli: 92%
  • Roma: 40%

Parliamo di 4,3 milioni di residenti, inclusi 151.000 bambini e 556.000 anziani.

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