Continuiamo con l’argomento sicurezza pubblicando l’intervista fatta per il Giornale a Marco Preuss, Direttore Europeo del Global Research&Analysis Team di Kaspersky. La cui domanda è assolutamente pertinente…

Marco Preuss: perche volete parlare col phon?

Marco Preuss, manager di Kaspersky

Intervista al manager di Kaspersky

Il primo fronte della guerra cibernetica? È in casa nostra, nel senso proprio di abitazione. Marco Preuss – che è Director of Global Research & Analysis Team for Europe  di Kaspersky – mette in guardia dall’eccessiva espansione del fenomeno Smart Home. Soprattutto quando i dispositivi intelligenti sono anche assolutamente inutili: «Tutto ormai è connesso e questo vuol dire che siamo in pericolo. Perché aumenta la diffusione dei prodotti online, ma le norme per la sicurezza non sono cresciute di pari passo».

Abbiamo un problema, insomma.

«La messa in sicurezza di questi device è una materia per ora sottovalutata. Ci si concentra sulla difesa attraverso le password, ma non nella protezione dei servizi che viaggiano in Rete. E la salvaguardia dei dati non è ancora accurata».

Eppure le Smart Home portano benefici.

«Certo. Ma bisognerebbe avere prudenza. Ci sono device con sistemi di sicurezza non ancora all’altezza. Anzi: alcuni non ne hanno proprio».

Cosa fa Kaspersky per difenderci?

«Monitorare la situazione e prevenire. Perché per esempio non possiamo mettere difese in prodotti come le lavatrici».

Come mai?

«I produttori non ci pensano. Stiamo cercando di far loro capire che devono proteggere la privacy dei clienti. Ma c’è anche il lato che riguarda gli utilizzatori».

Ovvero?

«Dovrebbero capire che se compri un un dispositivo smart, non è sempre necessario averlo per forza collegato a internet. La lavatrice lava comunque anche se è off line».

Serve più collaborazione.

«Da parte di tutti. Ma allo stato i produttori pensano più a produrre gadget da portare sul mercato al più presto possibile. Per la sicurezza invece ci vogliono soldi e tempo».

È una rincorsa.

«Una rincorsa continua. E non esiste la sicurezza al 100 per cento. Si può alzare la percentuale, lavoriamo per quello. Rendendo sempre più costosi e inutili gli attacchi».

Ma non esiste la soluzione finale.

«Si e no. Per esempio aiuterebbe avere piattaforme comuni, così come leggi comuni al riguardo. Noi non possiamo controllare da soli tutti i dispositivi del mondo».

Per finire: un suggerimento?

«Pensate se davvero vi serve un gadget connesso. E se la risposta è sì, pensate se davvero vi servono tutte le funzioni. Siete sicuri che vi serve parlare con il vostri asciugacapelli? Ecco: magari meglio di no…».

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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