< Philips One Blade Pro, la nostra prova - Tra me & Tech
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“Vuoi provare un rasoio tecnologico?”. La richiesta dell’ufficio stampa Philips poteva sembrare un po’ fuori dall’ordinario. Ma in effetti anche il campo della cura personale negli ultimi anni ha subito un profondo cambiamento. Appunto grazie alla tecnologia. Ecco dunque che alla domanda la risposta è stata affermativa. E, arrivato One Blade Pro, la prova è stata fatta. Tra l’altro da padre e da figlio.

Il Philips One Brade Pro

Che cos’è

Si tratta di un prodotto ibrido. Studiato per essere utilizzato sia da chi vuole radere, ma anche da chi vuole regolare e rifinire qualsiasi tipo di barba. Viene infatti venduto con una lama e con un pettine di precisione (da cambiare dopo 4 mesi di utilizzo). Con il quale scegliere tra 14 impostazioni di lunghezza, che vanno da 0.4 fino a 10 centimetri. 

La tecnologia, oltre al corpo maneggevole con display che segnata la percentuale di carica, fornisce una doppia protezione della lama. Costituito da un rivestimento scorrevole combinato a punte arrotondate che facilita la rasatura. Inoltre una lama dai movimenti rapidissimi, ovvero 200 tagli al secondo, permette di intervenire efficacemente sui peli più lunghi.

La prova

Diciamolo subito: One Brade Pro è ottimo nella rasatura, ma fornisce il suo meglio nella fase di regolazione. In ogni caso è confortevole nell’ultilizzo, sia per la sua leggerezza che per le sua versatilità. Le lame seguono molto bene i contorni del viso, consentendo di arrivare facilmente in qualunque zona. Certamente un rasoio che fa solo quella funzione è probabilmente più rapido.

In ogni caso comunque, avendo un doppio scopo, questo rasoio Philips è da promuovere in pieno. La lama a doppia direzione di taglio permette di rifinire il proprio stile senza problemi. E di mantenere la barba secondo la misura desiderata con pochissima fatica.

Il prezzo

Sul web One Blade Pro è disponibile a un prezzo che varia tra i 65 e il 75 euro circa, secondo il negozio scelto. C’è anche una versione che permettere di radere il corpo, ma non l’abbiamo provata. Troppo moderno anche per noi (figlio compreso…).

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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