Si può sopravvivere senza le app di Big G? La domanda nasce dalla prossima uncita di Huawei Mate 30 senza Google qui da noi. Che se non ci saranno ulteriori cambiamenti dovrebbe avvenire dopo metà novembre. La risposta arriva dal nostro Ivan Paparella, che ha provato la versione Pro per 10 giorni. Scoprendo che…

Huawei Mate 30 senza Google

Il Mate 30 Pro con lo schermo curco ai lati

Ritorno all’era pre smartphone

Il video che potete vedere mostra la prova del flagship di Huawei. Oltre alle sue caratteristiche tecniche, Ivan ha provato a vedere se sia davvero impossibile avere sul Mate 30 i servizi Google. Come le mappe, la mail e quant’altro. Alla fine qualche soluzione si trova, ma bisogna darsi da fare. E appunto ingegnarsi come quando i dispositivi non erano così smart e bisogna scartabellare la rete per trovare i programmi giusti.

In ogni caso essere già registrati allo Huawei Service aiuta. Perché ad esempio il cloud del brand cinese consente di trasferire facilmente i contatti da un vecchio smartphone (Huawei, s’intende) al nuovo Mate 30. Inoltre il servizio app di Huawei comunque ha a disposizione alcune applicazioni che consentono di aggirare gli ostacoli.

E Google Mail?

Il problema nasce appunto dal servizio mail di Big G. Anche se ci sono client che permettono di avere comunque la mail con un’applicazione diversa. Quella ufficiale è scaricabile appunto aggirando l’ostacolo. Ma questo potrebbe a problemi di sicurezza se la si collega poi a un’applicazione non certificata.

Ivan comunque ha un soluzioni per tutto e una soluzione che comunque rende Huawei Mate 30 assolutamente utilizzabile, con prudenza s’intende. Anche per quanto riguarda servizi come facebook, Instagram o Whatsapp. A questo punto non fresta che guardare il video ed ascoltare i suggerimenti che possono far pendere o meno per un eventuale acquisto. Di sicuro il Mateo 30 – il 30 Pro che è l’oggetto della prova video – è in assoluto uno dei migliori smartphone in circolazione. Trump permettendo, vale l’acquisto.

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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