< Whatsapp down e l'astinenza (assurda) da messaggi vocali - Tra me & Tech
Banner Content

“Ti mando un vocale di dieci minuti”, recitava il testo di una famosa canzone. Ieri per sei ore non è stato possibile: è stato il giorno di Whatsapp down. Il sistema di messaggistica è andato in tilt in alcune aree del mondo, Italia compresa. E allora ecco che, a sentire il web, si è scatenato il panico. Ma è il caso?

Whatsapp down per 6 ore

La mappa del disservizio di ieri

Cosa è successo

Verso le 12 in zone del Pianeta Whatsapp non era pienamente utilizzabile. In Europa occidentale, nel Golfo Persico, in India, nel Sud Est Asiatico e nella Cina meridionale è diventato impossibile inviare contenuti multimediali come video e messaggi vocali.

Dalle  15 i servizi hanno progressivamente ripreso a funzionare. Ma comunque non per tutti è stato possibile inviare audio, video, gif, foto e stickers. Nonché appunto, i vocali.

L’esagerazione

Ci accorgiamo ormai quanto ci manca la tecnologia in questi momenti. Ma anche forse che a volte ne stiamo abusando. Whatsapp ha cambiato le nostre abitudini, però l’eccesso è sempre dietro l’angolo. Avete presente quelli che girano con lo smartphone messo di piatto per mandare messaggi a raffica usando la voce (e rischiando di finire contro un palo?).

Ok, dunque: è stato un disservizio, di cui l’azienda si è scusata. Capita. Però, aldilà di tutto, Whatsapp (così come Messeger, Telegram o WeChat), sono applicazioni nate per inviare messaggi di testo, cosa che ieri che si è potuto continuare a fare.

La soluzione

Invece sembrava, a leggere il web, che fosse successo chissà che cosa. Soprattutto perché non si poteva mandare appunto i vocali. Diventati quasi una sciagura quando arrivano in serie da persone particolarmente logorroiche.

In pratica: tutto quanto sopra per dire che un po’, in questi casi, si esagera. Diciamolo: si può stare sei ore senza vocali. Eppoi: se proprio si deve dire qualcosa di interessante, fare una telefonata no?

[ratings]

 

Tags: , , ,
Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

Articolo Correlato