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Scalo Milano, da outlet a futura Smart City

Da semplice outlet per lo shopping a vera e propria Smart City. Questè il futuro di Scalo Milano, che nelle classifiche internazionali sta scalando posizioni nella classifica che verificare le performance e la tenuta del rapporto con le proprietà.  L’Outlet Centre Performance Report Europe condotto da Ecostra e Magdus, ha infatti scattato una fotografia a livello europeo, intervistando i manager di 1.149 negozi appartenenti a circa 110 marche prodotte da 76 brand internazionali. E il risultato premia il centro alle porte di Milano.

Scalo Milano, un futuro da Smart City

Scalo Milano

Davide Lardera

Nella classifica il primo posto riconferma l’inglese “Bicester Village” nell’Oxfordshire, ma nei successivi quattro si collocano strutture prossime a grandi città come il “The Village” di Villefontaine, a pochi passi da Lione. Poi c’è il “Las Rozas Village”, outlet cittadino di Madrid. Seguito dal “La Roca Village” nei pressi di Barcellona e da “Outletcity Metzingen” alle porte di Stoccarda.

In Italia l’exploit è proprio di Scalo Milano Outlet&More. A poco più di 4 anni dall’apertura, l’outlet della città metropolitana di Milano si colloca al 3° posto in Italia e all’11° in Europa. Facendo dell’innovazione, trasformazione digitale e di un rapporto di sostegno alle difficoltà dei propri partner commerciali il suo obiettivo principale.

“In questo ultimo anno non ci siamo persi d’animo. E con il sostegno del nostro azionista vediamo premiata la nostra strategia fatta di un laboratorio per lo sviluppo di politiche collaborative e innovative. Votate al rilancio dei nostri partner commerciali ha detto Davide Lardera, Amministratore Delegato di Scalo Milano Outlet&More –. Siamo una realtà giovane ma abbiamo le idee chiare: siamo partiti con il nostro piano quinquennale Future Vision, per trasformare Scalo Milano in una smart city al servizio del territorio”.

Il Future Vision Plan

Il Future Vision Plan prevede delle azioni concrete in ottica di sostenibilità e trasformazione digitale per essere sempre più in linea con l’Agenda 2030 UE. Il punto di partenza sarà un nuovo multipiano di 20.000 mq con ulteriori 800 posti auto, la prima realtà in Italia a perseguire la certificazione “Parksmart”. Propedeutico all’ampliamento dell’outlet che porterà all’apertura nel 2023 di circa 45 nuovi negozi e che creerà altri 300 posti di lavoro che si aggiungono ai già 1200. Diventando così una delle realtà più importanti dell’area sud di Milano.

A questo si aggiunge la realizzazione di una piazza sopraelevata dove troverà spazio sia una ristorazione innovativa di alto livello che nuovi brand premium del mondo fashion. Il tutto collegato al parcheggio multipiano tramite una passerella dedicata. In un’ottica votata alla visione del futuro 2030 verranno realizzati inoltre 1.500 metri quadrati di uffici desinati al coworking. Che proietta il canale outlet nel futuro, un’innovazione con cui Scalo Milano accelera sulla rigenerazione suburbana del Sud Milano.

Una visione di sostenibilità

Il progetto che permetterà di alleggerire i trasporti e la concentrazione in città. Ma  soprattutto consentirà alle persone di tornare a lavorare vicino casa e in un luogo che offre un profondo tessuto di servizi interconnessi. Ovvero shopping, ristorazione, un asilo nido, spesa domestica con Esselunga locker, ricariche per auto elettriche. Oltre alla connessione con il centro città grazie al passante S13 sempre in ottica green.

Il Future Vision Plan di Scalo Milano risponde anche agli elementi di criticità rilevati dallo studio europeo che ha indagato il punto di vista dei manager degli store presenti negli outlet. Il 20% di loro ha sperimentato una durissima crisi economica, dovuta al calo delle vendite causato in gran parte dal blocco degli spostamenti. Che ha messo il 50% di loro nelle condizioni di non riuscire ad onorare i canoni di locazione con conseguenti contenziosi legali.

Ciò non è avvenuto nel caso di Scalo Milano, dove la direzione ha applicato un canone di locazione solo in percentuale sul volume d’affari da aprile 2020 a giugno 2021. L’intervento ha migliorato i flussi di cassa dei brand partner, consolidato il rapporto commerciale e consentito di non avere contenziosi legali. In questo contesto a eccellere sono stati quegli outlet che più sono riusciti a reinventare il proprio business con una politica che si può definire di “inversione delle criticità”.

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Gli esempi di “inversione di criticità”

Per fare alcuni esempi che riguardano da vicino la realtà italiana:

  • l’impossibilità dei consumatori di spostarsi se non nei pressi del proprio luogo di residenza ha fatto emergere il valore di essere prossimi ad una grande città Metropolitana
  • il calo del turismo estero dovuto alle restrizioni dei viaggi è stato trasformato nell’opportunità di poter contare sullo zoccolo duro del bacino locale. C,ome dimostra la politica di ingaggio degli expat residenti a Milano, partita con il coinvolgimento dei cittadini di lingua anglofona, cinese, francese, ispanica e russa
  • la difficoltà dei tenants di onorare gli impegni economici dei canoni di locazione è invece diventata l’occasione per studiare e applicare nuove formule. Che rendessero il rapporto fra conduttori e proprietà ancora più collaborativo, sostenibile ed al passo con i tempi.

“Con il nostro Future Vision Plan puntiamo a essere ancora più innovativi e di introdurre future ulteriori novità in grado di anticipare e rispondere alle necessità di un mondo che sta cambiando sempre più rapidamente”, conclude Lardera.

Marco Pietro Lombardo

giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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