La notizia è di quelle importanti nel mondo dell’hitech. Da stamattina è ufficiale: Google ha comprato Fitbit. Ovvero si è inglobata uno dei maggiori produttori di smartwatch e wearable al mondo.

Google acquista FitBit

L’annuncio di Rick Osterloh

Integrazione completa

La cifra spesa da Big G è di 2,1 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato da Rick Osterloh, senior vice president della divisione
Device&Services, in un post che trovate a questo link del blog aziendale. Una notizia antocopata pochi giorni fa da un lancio della Reuters, in cui si affermava che Google fosse in trattativa.

In base all’accordo, Fitbit diventerà parte integrante di Google. Operazione che la società ha già messo in opera con Nest, la start up nata per la produzione di prodotti  per la Smart Home. E ora diventata un marchio di una linea di dispositivi.

La storia di Fitbit

Nata a San Francisco nel 2007, è stata fondato e gestito da James Park ed Eric Friedman. L’azienda è conosciuta per i suoi dispositivi che tracciano tracciatori di attività sportive e di benessere che misurano i dati personali. Quali il numero di passi, qualità del sonno, gradini saliti, e altri ancora.

Nel corso degli anni i device sono diventati sempre più intelligenti. Con linee di prodotto sempre più conosciute (l’ultimo della serie è il Versa 2). A loro volta quelli di FitBit si erano “mangiati” nel 2016 Peeble, la prima azienda di successo a proporre orologi intelligenti.

Il FitBit Versa 2

Il problema della privacy

Secondo un comunicatto stampa Fitbit, “i dati di salute e benessere di Fitbit non verranno utilizzati per gli annunci di Google”. in effetti l’operazione pone dei problemi dal punto di vista della sicurezza. considerato la mole di dati sensibili in possesso al gigante di motain View. Dal canto suo, con l’acquisizione di FitBit lancia la sfida a Apple sul fronte degli orologi intelligenti. Per anni  ha tentato di sviluppare la sua piattaforma Wear OS, senza ottenere grandi risultati. Ora invece potrà avere una base di parteza solida, con prodotti già definiti in cui inserire le app Google Fit.

Una strategia cominciata a gennaio, quando Big G acuistò per 40 milioni di dollari la tecnologia Fossil per dotare gli orologi tradizionali di funzioni smart. Ora la conoscenza di Google in materia di software, potrebbe davvero portare a nuovi wearable che puntano a fare concorrenza all’Apple Watch. Dominatore indiscusso del mercato.

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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