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Intelligenza artificiale: ORBIT a servizio dei non vedenti

La City University of London ha presentato il progetto ORBIT che ha lo scopo di aiutare, attraverso l’intelligenza artificiale, gli utenti non vedenti.

university london

La City University of London

Il progetto ORBIT

Intelligenza artificiale a servizio dei non vedenti

Il progetto ORBIT (Object Recognition for Blind Image Training) vuole creare un dataset per sviluppare sistemi d’intelligenza artificiale. Quest’ultimi sono finalizzati al riconoscimento degli oggetti personali dei non vedenti. Il progetto è finanziato, e reso possibile, da Microsoft Corporation.

L’obiettivo generale del progetto è costruire un ampio dataset d’immagini di oggetti definiti da usare per adattare i modelli di computer vision al riconoscimento personalizzato di oggetti.

Con questa intenzione, si sta studiando in che modo gli utenti ciechi fotografano i propri oggetti così da poterli riconoscere da varie angolature e in una serie di contesti diversi.

In particolare esistono molte nuove tecnologie di assistenza per utenti non vedenti che sfruttano alcuni tipi d’IA o di computer vision. Ad esempio, l’app per smartphone Seeing AI permette agli utenti ciechi di fare foto agli oggetti e di riconoscerli e di comunicare che cosa sia stato fotografato.

Il team di ORBIT

Il team di ricerca è composto dalla Dott.ssa Lida Theodorou (ricercatrice capo), Dott. Toby Harris (sviluppatore di app), Luisa Zintgraf dell’Università di Oxford (per la sua competenza nell’ambito del machine learning) e i Dott. Cecily Morrison, Ed Cutrell, Daniela Massiceti and Katja Hofmann di Microsoft Research (la divisione di ricerca di Microsoft).

Le parole della Dott.ssa Simone Stumpf

Docente del Centre for Human-Computer Interaction Design della City University of London, la Dott.ssa Stumpf ha sottolineato che:

“Questo lavoro è un punto di svolta nell’inclusione degli utenti ciechi nel riconoscimento personalizzato degli oggetti, soprattutto visto che vengono così spesso esclusi dall’innovazione tecnologica.

Nonostante questo gli approcci attuali non consentono un riconoscimento personalizzato degli oggetti, specialmente di quegli oggetti che hanno una particolare importanza per gli utenti non vedenti, per esempio il loro bastone bianco.

 Un altro aspetto del progetto è la realizzazione di un curriculum che possa essere usato dagli insegnanti per spiegare alle persone con disabilità visive come funzioni lIA e come possano essere coinvolti nella creazione di nuovi sistemi e applicazioni, compresa la maniera di contribuire alla formazione di questo importante dataset”.

 

 

Per ulteriori informazioni sul progetto ORBIT ecco il link: https://orbit.city.ac.uk/

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