“Il nostro impegno in Europa è a lungo termine”. Parole scolpite da Huawei ai margini della presentazione di Mate 30 e Mate 30 Pro a Monaco. Eppure non si può dire sia stato un lancio come gli altri. E mentre scriviamo queste righe, subito dopo la fine dello speech di Richard Yu, teso come non mai, ancora non si sa quando arriverà da noi il nuovo smartphone. Che vi faremo comunque vedere appena possibile in un video, grazie alle immagini girate da Luca Lemma.

Prezzo e colori di Mate 30 Pro

La presentazione di Mate 30 e Mate 30 Pro

Quale sistema operativo?

È stata una presentazione muscolare quella del numero uno mobile di Huawei. Richard Yu ci ha tenuto a far presente che, nonostante Donald Trump, l’innovazione continua. E non si fermerà. E al di là delle solite slide comparative nelle quali il Samsung Note 10+ e il nuovo iPhone 11 Pro Max fanno come sempre la figura dei pivellini, i Mate 30 hanno dentro davvero di tutto e di più. Come confermato dalle indiscrezioni.

Il problema è l’impossibilità di avere le app di Google. E non è poco. Anzi è tutto. Per ovviare a questo Huawei ha preso tempo. Per ora i nuovi smartphone sono dotati di un Android Open Source denza applicazioni e store di Big G. Esiste una Huawei Gallery e un Mobile Services sul quale il brand investirà 1 miliardo di dollari. Ma per ora non è la stessa cosa. L’annuncio che i dispositivi arriveranno “entro la fine dell’anno” in Europa, vuol dire che l’azienda prende tempo. E spera che un accordo con l’amministrazione americana si riesca a trovare entro la scadenza della sospensione del “ban” emesso da Trump. Fissata a metà novembre.

In ogni caso è stata messa mano alla User Interface. Che con l’arrivo dell’Emui 10 dovrebbe finalmente presentare funzionalità e design degni di un flagship phone. Anche grazie al display Always On e a una serie di grafiche più chiare e leggibili. E l’introduzione di nuove gesture, così come la funzione Ai Auto Rotate che fa girare lo schermo seguendo gli occhi di chi lo guarda. Oppure la funzione multiscreen che permette di replicare il display dello smartphone in una finestra sul pc. Od anche la difesa delle privacy, che fa sparire il contenuto di un messaggio se qualche altra persone si avvicina allo schermo.

Le caratteristiche principali

Riassumendo: Mate 30 e 30 Pro hanno un aspetto elegante, con un display diverso per i due modelli. Il Pro ha un Horizon display curvo con i bordi piegati fino all’88 per cento, il che lo rende un 6.53 pollici Oled con rapporto 18.4/9 e funzione anti luce blu. Il 30 invece ha uno schermo un po’ più grande (6.62 pollici e un rapporto 19.5/9. Cambia la dimensione del notch (più piccolo nel Pro) e lo spessore dei bordi, che nel Pro sono a 0 mm.

Tra le altre novità le batterie rispettivamente da 4.200 e 4.500 mAh con ricarica veloce da 27 W. E poi l’incredibile Acoustic display inserito dentro il Pro e i tasti virtuali sul lato. Il processore è l’ultimissimo Kirin 990 5G con intelligenza artificiale che copre ben 8 bande della rete di nuova generazione.

Come appare la User Interface di Mate 30

Fotocamera professionale

Ovviamente la fotocamera ha il palcoscenico principale. Dopo aver preso in giro Apple che è arrivata al formato quadrato introdotto da Mate 20, Yu ha lanciato l’Halo Ring. Ovvero un formato circolare che ricorda, con lo smartphone in orizzontale, l’aspetto delle macchine fotografiche Leica. Che come sempre lavora con Huawei per la produzione dei vari sensori.

In questo caso sono uno principale da 40 mpx, un ultrawide da 16 mpx, un telefoto da 8 mpx . In più c’è il Laser Focus. E un complessivo 45x zooming range con un 3x ottico e un 30x digital aiutati dall’ultrawide. Il sensore interno è il luminoso RYYB (red, yellow, yellow, blue), con la possibilità di scattare in  night shot anche in ultra wide. La super sensing cine camera è la prima da 40 mpx su uno smartphone.

Disponibilità e prezzi

La disponibilità è quello che manca. Riguardo ai prezzi Mate 30 costa 799 euro (8+128 Gb), Mate 30 è a 1099 (8+256), Mate 30 Pro 5G avrà un prezzo di 1199. Si sa anche che i colori sono Black, Space Silver, Cosmic Purplee e Emerald green con un materiale gradiente che consente di non lasciare impronte. E poi c’è anche una pelle vegana in Orange e Forest green.

Presentata tutta una serie di accessori di ricarica fino a 40 w. Ed anche la versione Porsche Design di cui parleremo a partè (è un 12 +512 Gb e va oltre i 2000 euro), così come dei Watch GT 2 e la Huawei Vision Tv. Da notare anche l’arrivo di Huawei Assistant, il “maggiordomo” virtuale del brand che viaggerà su cloud in Europa. E dunque sarà sottoposto alle regole del Gdpr per la privacy.

 Alla fine del lancio  Richard Yu sembrava un po’ più sollevato e si è lasciato andare ai suoi tradizionali entusiastici “very convenient”. Il tempo dirà se su Huawei il futuro potrà rasserenarsi. E il futuro di Huawei è legato anche al futuro dell’innovazione. Ovvero insomma al nostro futuro.

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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