Per il momento ovviamente è solo uno dei rumor della rete. Ma l’indiscrezione rilanciata da Andrea Puchetti su Cellulare Magazine, se confermata, sarebbe clamorosa. In pratica: Mate 30 e Mate 30 Pro, i prossimi cellulari di punta di Huawei potrebbero arrivare senza le app di Google.

Huawei Mate 30 e il bando di Trump

Huawei Mate 30

Uno dei rendering sul web che conferma il comparto circolare della fotocamera

 

La proroga e le app di Google

Riassumiamo: in questo momento Huawei è sempre nella lista nera dell’amministrazione Usa. Ma ha ricevuto una proroga di 90 giorni di sospensione per poter avere contatti con aziende americane. In definitiva: fino al 15 novembre le compagnie Usa possono concludere accordi commerciali con il colosso cinese.

Però c’è un però. Ovvero: questo riguarda i contratti business, mentre per i software degli smartphone non basta. Ci vuole una certificazione finale, che i precedenti dispositivi Huawei hanno. E quindi loro non corrono rischi. Diverso invece è il discorso di Mate 30, Mate 30 Pro e del pieghevole Mate X. Ora previsto in arrivo a novembre.

La guerra di The Donald

La certificazione da parte di Google pare che non sia ancora arrivata. E d’altronde il motivo della proroga della sospensione del bando, così è stato dichiarato, serve allle aziende statunitensi per organizzarsi. Dunque, visto dagli occhi di Trump, non è certo un gesto di favore nei confronti dei cinesi.

In tutto questo un insospettabile alleato di Huawei è diventato Tim Cook, il Ceo di Apple. Il quale ha parlato con il presidente per metterlo in guardia dai problemi che i colossi Usa andranno ad affrontare se non potranno più operare in Cina. Come si sa infatti la maggior parte della produzione della Mela è proprio nel Paese asiatico.

La mossa di Apple

Trump ha dichiarato di aver capito le preoccupazioni di Cook e di diverci pensare sopra. E al recente G7 ha anche a parole aperto al presidente cinese Xi Jingpi sulla questione dei dazi. Però per il momento Huawei sembra resti certificazione. E nonostante l’annuncio dell’arrivo del suo sistema operativo fatto in casa, restano le evidenti difficoltà a cui andrebbe incontro senza avere le app più popolare sui suoi device. Cosa che complicherebbe le vita ai consumatori. Vittime di questa storia.

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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