C’è un video molto seguito in questi giorni su YouTube. Che coinvolge Mark Zuckerberg durante l’audizione al congresso sul suo progetto di coniare criptovaluta. Il fondatore di facebook era lì per parlare di Libra. Si è ritrovato a doversi difendere dalle domande incalzanti di Alexandria Ocasio Cortez, la democratica più in voga del momento. Ne è uscito a pezzi. Ma il video (che potete vedere anche qui) pone un’altra domanda: cosa diventerà facebook? E poi: cosa diventeremo noi?

Zuckerberg e il futuro di facebook

La schermata di facebook news

Il mondo di mezzo

Nato come piattaforma divertente per collegare le persone del mondo, oggi il social non ha più un’identità certa. Coinvolge tutti (ha 2,4 miliardi di utenti mensili) ma è a metà tra la sua anima ludica e quella business. In pratica. C’è ancora gente che racconta (anche troppo) la sua vita. Ma sempre meno.

In cambio è avanzata l’offerta commerciale e professionale. Ed anche la politica ha capito di poter sfruttare un mezzo straordinario nella sua semplicità per conquistare consensi. Da qui i problemi. Perché facebook nasce senza regole. E quelle che si sta dando – con uno sforzo comunque apprezzabile – sono una continua rincorsa per tappare buchi.

Le accuse di Ocasio-Cortez

La deputata democratica ha approfittato dell’audizione per farsi propaganda. Con la scusa di dover parlare dell’affidabilità dell’azienda, ha coinvolto Zuckerberg in un’inchiesta sulla privacy e sugli errori di FB nella gestione dei nostri dati. Molto abile lei, anche se inappropriata. Molto imbarazzato lui. E alla fine si è parlato di tutto ma non del progetto che era al centro della sessione.

Mark ha più volte balbettato dei “non ricordo”, e qui sta il punto. Davvero il capo di una delle ormai poche aziende più potenti del mondo non conosce cosa succede nella sua azienda? E quindi: quanto possiamo fidarci di lui?

Editore media

La domanda si pone con forza ora che facebook ha lanciato negli Usa la sezione news. Zuckerberg si è accorto (con un po’ di ritardo, direi) che il suo social è strato dirompente nel settore. E allora offre un ramoscello d’ulivo permettendo agli editori di gestire una sezione di notizie verificate da terze parti indipendenti.  Informazione di qualità, insomma: l’avete per caso già sentita?

Il futuro e il passato

Lo show della Ocasio Cortez, i balbettii di Zuckerberg e la sezione news, fanno parte dello stesso mondo nel quale siamo dentro. Un mondo di mezzo in cui le regole tradizionali sono state travolte e non sono state sostituite per ora da certezze.

Il web ha portato libertà, certo. Libertà di espressione e libertà di informazione, quella che facebook ora dice di voler salvare. Ma come sempre nei secoli, dipende da come quella libertà viene usata. E soprattutto dipende da chi decidiamo di affidarla, che sia la Ocasio Cortez o Mark Zuckerberg.

Napoleone diceva che “c’è paura più di tre giornali ostili che di mille baionette”. Figuriamoci ora che quei tre giornali sono diventati miliardi di like. Questo per dire alla fine che possiamo continuare a utilizzare facebook se ci va. Ma senza cedere, oltre ai nostri dati, anche la nostra testa.

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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