Motorola Razr 70, il pieghevole diventa pop e accessibile

da | 1 Mag 2026

C’è ancora poco da chiedere agli smartphone pieghevoli. Hanno raggiunto la piena maturità, o quasi. Le cerniere sono sottili e ormai super resistenti, lo schermo interno sfiora i 7 pollici, il reparto fotografico sempre più simile a quello dei modelli tradizionali e, laddove non arriva l’hardware, sono le funzioni di intelligenza artificiale a coprire il divario (essendo le stesse dei migliori modelli Android). La serie Razr 70 appena presentata da Motorola ne è la conferma più efficace. Il mercato, però, rimane di nicchia, presidiato da chi ci ha creduto fin dall’inizio, cioè da Motorola e dalla corazzata Samsung, a cui il marchio americano di proprietà Lenovo riesce a contendere il primato (nei modelli “a conchiglia” in cinque degli ultimi dodici mesi). 

Sotto i 1500 euro

I nuovi Razr arrivano proprio con la missione di espandere il mercato: democratizzarlo, si potrebbe dire, presentandosi in tre versioni con prezzi variabili dai 1500 euro del Razr 70 Ultra ai mille del modello base, passando dai 1200 euro del Plus. Se dal punto di vista tecnologico le migliorie reali sono quelle dell’Ultra (e in parte del modello di mezzo), la novità dal punto di vista dell’offerta commerciale è, invece, il Razr 70: un telefono pop, nel senso di accessibile a molti e senza troppi compromessi nelle prestazioni. Motorola, soprattutto, mantiene la consolidata attenzione al design, all’utilizzo di materiali innovativi e alla loro resa. 

I tre Motorola Razr 70: da sinistra l’Ultra, il Plus e il modello base

Top di gamma

Il Razr 70 Ultra è il modello monstre della nuova gamma: processore di punta, cioè lo Snapdragon 8 Elite, storage da 256 GB, 512 GB o 1 TB, display interno da 6,96 pollici, con refresh rate a 165 Hz e luminosità di picco di 5.000 nit. Stessa frequenza di aggiornamento per lo schermo esterno da 4” (ma meno “sfavillante”, si ferma a 3.000 nit), con i bordi della scocca ridotti all’essenziale. Potente la batteria al silicio-carbonio da 5.000 mAh con un’autonomia dichiarata di un giorno e mezzo, più una ricarica veloce che in soli 8 minuti porta il telefono a un giorno d’uso. Tre le fotocamere tutte da 50 megapixel, tra le quali spicca la principale con sensore LOFIC di nuova generazione capace di catturare fino a 6 volte più gamma dinamica rispetto al modello precedente. Infine video in Dolby Vision con colori “certificati” Pantone (cioè con un’alta fedeltà ai rigorosi test della storica azienda statunitense). A proposito di colore, bellissimi il blue con finitura in Alcantara e il Pantone Cocoa Wood con impiallacciatura di legno naturale scelti per questo Ultra. 

Il medio che non c’era

Motorola rispetto alla line-up 2025 introduce un modello intermedio, il Razr 70 Plus, caratterizzato da un solo taglio di memoria (256 GB) e da un processore dello scorso anno, ma ancora valido, e cioè lo Snapdragon 8s Gen 3. Display esterno da 6,90” (una differenza davvero residuale) ma stesso refresh rate dell’Ultra, minore la risoluzione (2.620×1.080 pixel contro 2.992×1.224) e luminosità massima ridotta a 3000 nit. Uguale, invece, il display esterno. Minime perdite di potenza anche per la batteria, che qui è da 4.500 mAh e può garantire 31 ore di autonomia dichiarate. Le due fotocamere posteriori sono da 50 megapixel, mentre quella frontale interna scende a 32 MP. Uno solo il colore disponibile: un blu che Motorola e Pantone chiamano Mountain View, con finitura jacquard.

Il pieghevole “popolare”

Infine il Razr 70 base, dove tutto è un po’ meno, ma senza perdite rilevanti nell’esperienza d’uso dell’utilizzatore medio. Il chip è il MediaTek Dimensity 7450X, il display interno è lo stesso del Plus ma con refresh rate a 120 Hz. Sensibile downgrade, invece, per quello esterno, che è più piccolo (3,63 pollici) e con una luminosità di picco dichiarata di 1700 nit. Più potente, invece, la batteria rispetto al modello intermedio (4.800 mAh) e con un’autonomia simile alla versione di punta: cioè 36 ore. Due le colorazioni: verde ed hematite (un grigio terra). 

Tre differenze

Le differenze presenti nell’hardware, sono in pratica assenti sul lato software, con funzionalità trasversali all’intera gamma, seppure il processore del Razr 70 lo limiti sul fronte dell’intelligenza artificiale. I telefoni Motorola sono i primi a integrare la nuova funzionalità “Wardrobe Google Photos”, mentre la funzione “Frame match”  consente di bloccare un’inquadratura e passare il telefono a un’altra persona affinché la replichi tale e quale: piacerà a chi in vacanza si affida a un passante per scattare una foto ricordo e si ritrova mani o piedi tagliati, soggetti sfocati, eccetera. Tre, in definitiva, sono le caratteristiche fondamentali che distinguono le diverse versioni del Razr 70: il processore che nell’Ultra è l’attuale top di Qualcomm, mentre nel modello base è un chip di fascia media non adatto all’IA on-device. Le fotocamere principali che si differenziano non tanto nel numero di megapixel (sono tutte da 50 MP) ma nel sensore: quello dell’Ultra è molto più avanzato. Infine le batterie e le loro ricariche rapide, rispettivamente da 30, 45 e 68 watt.

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