Diciamolo: ci siamo divertiti due volte. Prima nei boschi della Tenuta dell’Annunziata sopra Como, E poi nel ristorante Bu:r dello chef Eugenio Boer. Che ha accompagnato la prova di Ford Ranger Raptor con un piatto ispirato all’esperienza. Ovvero, e non a caso, Eat My Dust. Mangia la mia polvere. Tutto questo ve lo raccontiamo anche con le immagini nel video e le parole di Monica Mecacci, capo comunicazione di Ford.

Il Ford Ranger Raptor

La prova di Ford Ranger Raptor

Tutta la tecnologia di un veicolo estremo

Diciamolo: guidare la versione Ford Performance del pick-up best seller dell’Ovale Bluè stato uno spasso. E soprattutto la sorpresa sono state le finiture di un veicolo che si stenta a credere che serva per lavoro. Insomma: la versione più consumer del Ranger non è solo per portarsi carichi in giro. Ed eredita il brand Raptor dall’iconico F-150, utilizzato per la prima volta nel 2009.

Punti di forza gli ammortizzatori Fox con Position Sensitive Damping. Realizzati ad hoc per gestire al meglio tutte le condizioni del manto stradale. Aumentando e riducendo la capacità di smorzamento delle sospensioni, con l’obiettivo di garantire, in ogni occasione, un’esperienza al volante del pick up fluida e confortevole. Sia durante le performance più estreme, sia nel caso di percorsi stradali più ordinari.

Lo chef Eugenio Boer con il Raptor

Sei modalità di guida

Il Ranger Raptor consente di scegliere tra sei modalità di guida diverse, grazie alla tecnologia Terrain Management System, per affrontare una vasta gamma di scenari di guida. Due sono le modalità on road (normal e sport) e quattro quelle off-road  per i terreni più svariati (erba, neve, fango, sabbia e roccia). Tra le quali spicca la modalità Baja, dedicata alla famosa gara di rally Baja 1.000. Che attraversa la penisola messicana della Baja California ed è uno degli eventi fuoristrada più prestigiosi al mondo.

In pratica: c’è una modalità per ogni scenario. E credete: ribaltare il Ford Ranger Raptor è praticamente impossibile. Così come metterlo in difficoltà. Del veicolo esiste solo un modello, un 2.0 turbodiesel da 213 cavalli. Con cambio automatico a 10 rapporti o sequenziale. Si possono selezionare due o quattro ruote mostrici e c’è la ridotta per le acese più complicate.

Riguardo alla tecnologia c’è tutto quello che potete trovare nei sistemi di sicurezza e di intrattenimento Ford. E tutto è di serie. Il design dentro e fuori fa dimenticare di essere a bordo di un veicolo commerciale, anche per gli spazi e le finiture interne. Il prezzo è di 50.900 euro più Iva, come si conviene ad un veicolo della categoria autocarro.

Il piatto Eat My Dust

L’omaggio di Boer

Per realizzare la ricetta legata a Ford Raptor, Eugenio Boer si è recato in Alta Val Brembana. Alla ricerca del giusto connubio di ingredienti del territorio. A bordo del Ranger Raptor del pick up ha preso ispirazione per il suo Eat My Dust.  Che è una bavarese a forma di copertone, con rape rosse e formaggio di capra, su un letto di ciottoli di funghi e impreziosita da una speciale “polvere alle erbe”. Particolare (e gustoso) come il Ford Raptor.

 

 

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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