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Truescreen e la certificazione legale via app: intervista a Fabio Ugolini

TrueScreen è un’app per dispositivi mobile utilizzabile su iOS e Android o integrabile in piattaforme di terze parti. Si tratta di un risultato di un complesso mix tra tecnologie all’avanguardia e best practices internazionali in ambito forense. Insomma una mano per semplificare il settore grazie alla tecnologia per la certificazione legale dei contenuti multimediali. Come spiega in questa intervista il founder&Ceo Fabio Ugolini.

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Truescreen e la certificazione legale dei contenuti multimediali

Come funziona Truescreen?
“Il processo di acquisizione, che abbiamo protetto con diversi brevetti internazionali, prevede un’accurata analisi dei contenuti acquisiti. E del contesto nel quale tale acquisizione viene svolta- Ogni foto, video, audio o screenshot che viene registrato, viene controllato in ogni suo aspetto utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale. Nonché altre tecnologie proprie dell’ambito Cyber Security. Grazie a questi strumenti riusciamo a perseguire l’obiettivo di garantire con la certificazione legale che ogni dato generato o importato in TrueScreen non possa in alcun modo essere alterato”.

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In che modo?
“Pochi istanti dopo la verifica dei contenuti viene generato un report tecnico forense. Che include tutti i dati tecnici relativi al file multimediale, al contesto dell’acquisizione (tra cui geolocalizzazione, dispositivo utilizzato, indirizzo di rete etc..). Oltre al log delle attività compiute dall’utente e dall’applicazione, in modo da fornire ulteriori elementi in grado di circostanziare maggiormente l’ambito in cui è stata eseguita l’acquisizione. A questo punto il report ed i contenuti acquisiti vengono certificati da un ente certificatore ufficiale accreditato internazionalmente. Il quale appone una firma digitale ed una marca temporale al pacchetto generato dall’applicazione. Lo stesso pacchetto viene poi ulteriormente protetto e reso infine disponibile per la condivisione, archiviato su Blockchain e associato ad un NFT, nel caso l’utente lo richieda”.

*******

Truescreen certificazione legale appCome si inserisce TrueScreen all’interno dello scenario tecnologico?
“Molto prima che avessimo in programma di dedicarci a TrueScreen avevamo rilevato la compresenza di alcuni trend evidentemente in ascesa, sotto gli occhi di tutti e fortemente connessi. Ed era già evidente che sempre più contenuti multimediali vengano creati utilizzando dispositivi mobile. Oggi in un minuto vengono create circa mezzo milione di stories su instagram e circa 500 ore di video su Youtube. Questi contenuti sempre più spesso possono rappresentare una prova in contesti diversi, giudiziali e stra-giudiziali. Al contempo è altrettanto evidente quanto sia facile distorcere queste informazioni”.

Il pericolo corre sul web.
“Consideri che tramite una semplicissima app scaricabile gratuitamente su qualsiasi smartphone è possibile modificare profondamente il contenuto. E di conseguenza il significato di foto, video e screenshots, anche mediante utilizzo di tecniche di deep-faking rese possibili da intelligenze artificiali. L’impatto del combinato disposto di questi 3 fattori sarà tanto più evidente quanto più aumenterà la velocità dello scambio di informazioni. Contestualmente all’impossibilità di eseguire approfondimenti puntuali sui dati che transitano in rete e regolano ogni nostra realtà. Tra l’altro, ancora di più nel nuovo mondo digital-only, il metaverso insomma”.

Qui intervenite voi, insomma.
“Si tratta di una tendenza inevitabile: ormai è necessario  dotarsi di soluzioni tecnologiche come la certificazione legale via app che garantiscano la veridicità delle informazioni. Proteggendo i dati dall’acquisizione alla condivisione, qualunque sia l’ambito di utilizzo. Questa è la missione TrueScreen: fornire a chiunque (utenti privati, aziende, PA etc..) la possibilità di dotarsi di un sistema di certificazione estremamente affidabile. Che sia di facile implementazione, di massima sicurezza e sia in grado di garantire la non alterazione dei contenuti acquisiti in ambito digitale”.

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Grazie a Truescreen, possiamo parlare di tecnologia al servizio della legge?
“Certamente. Sappiamo che la tecnologia, al netto delle infinite possibilità di progresso, rappresenta anche una fonte di tanti problemi.  A causa delle complessità tecniche e sociali e dell’articolato contesto in cui si sviluppano non sono di facile risoluzione. Mi riferisco principalmente al tema delle frodi online, alla manipolazione della comunicazione e la distorsione della realtà. Sino ad arrivare ai noti problemi dei reati di cyberbullismo, stalking online e diffamazione. TrueScreen vuole essere una tecnologia che permette di contrastare una parte di questi problemi con la certificazione legale. Fornendo una suite di servizi che permettono di certificare con valore probatorio che un determinato evento o fatto si sia davvero verificato. C,on tutte le garanzie tecniche e forensi richieste per essere ritenuti affidabili in caso di contenzioso giudiziario o stra-giudiziario”.

Quali sono i prossimi passi?
“Ovviamente la strada per la risoluzione completa dei problemi che citavo non può definirsi conclusa. E c’è ancora tanto da fare sia dal punto di vista tecnologico che legale. Per questo auspichiamo e promuoviamo un maggior dialogo tra mondo dell’innovazione e settore giuridico. Tuttavia, nonostante la complessità dell’argomento ed i diversi interessi in gioco, sono estremamente positivo. In quanto stiamo rilevando un fortissimo interesse ad un approccio costruttivo e pragmatico da parte delle istituzioni, associazioni e mondo privato. Oltre che una sensibilità sempre crescente da parte della popolazione su tematiche come sicurezza dei dati, privacy”.

Marco Pietro Lombardo

giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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