Il nuovo razr ormai lo hanno visto tutti. Ora si attende la risposta del mercato allo smartphone che segna una nuova partenza per motorola. Alla guida della quale, in Europa, è stato messo carlo Barlocco. L’uomo che da Presidente di Samsung ha portato il brand coreano ad essere leader in Italia. L’intervista che leggete qui sotto racconta pensieri e speranze di un manager leader della tecnologia.

Intervista a Carlo Barlocco

Pubblicata su “il Giornale” il 19 novembre

Gli ultimi mesi di Carlo Barlocco sono come lo smartphone che tira fuori dalla tasca con espressione complice. Ovvero un razr di motorola, quel razr di motorola (già, tutto minuscolo). Ma non proprio quello. «Perché il telefonino che la nostra generazione ricorda, i giovani non sanno neanche cosa sia. Per questo vogliamo lavorare come se il brand fosse completamente nuovo. Vogliamo  farci conoscere da chi è nato nell’era digitale». Per esempio: il razr è fatto a conchiglia.

Carlo Barlocco è stato 19 anni in Samsung, ne è diventato il presidente della country italiana portando l’azienda coreana ad essere la prima del settore consumer electronics  del nostro Paese. Poi, come capita, le cose cambiano, e dentro la sua personale conchiglia ha trovato un sacco di sorprese. «Ho lasciato perché dopo tanti anni era il momento. E volevo fare altre esperienze fuori dalla tecnologia».

Invece: nei mesi di attesa ha perfino aperto una pizzeria nel suo paese d’origine («mia figlia è celiaca e scherzando una sera a cena le ho detto che le avrei aperto un ristorante tutto per lei. Solo che erano presenti degli amici che mi hanno preso sul serio. E sono diventati miei soci…»). Poi è arrivata l’offerta di Lenovo: riportare il marchio Motorola tra i primi d’Europa. «Mi hanno fatto vedere i loro progetti, non potevo rifiutare…».

E allora si riparte dal razr.
«Più che altro partiamo, per una nuova storia di motorola».

Perché nuova?
«Perché è arrivato giusto mettere ordine in un momento in cui il settore degli smartphone sta per affrontare un cambiamento epocale».

Gli schermi pieghevoli.
«Sì, ma non solo. Sono in arrivo nuovi formati, ma credo anche che cambierà anche il rapporto del consumatore con il suo dispositivo. Questo anche per merito del 5G. Per cui per motorola è il momento giusto».

Cominciando da cosa?
«Innanzitutto riorganizzando l’azienda in modo stabile per dare ai clienti la sensazione di tranquillità. E poi ripulendo la linea di prodotto. Questione di equilibrio».

Come ha recepito l’azienda questa novità?
«Molto bene. Ho trovato un ambiente davvero positivo. Lenovo è cinese e sta vivendo un momento vincente, lo confermano i numeri economici. E il management è internazionale, con un piglio molto americano».

Da cosa avete cominciato?
«Come detto i prodotti avevano bisogno di pulizia. Abbiamo riordinato la gamma e alzato il livello del design. Per dire: tutti i nuovi dispositivi hanno come caratteristiche eleganza, velocità e colori accesi. Il nostro è un progetto democratico: vogliamo dare alla gente ciò che chiede».

Però motorola finora è stato sinonimo di fascia medio-bassa.
«Vero. Ma questo non vuol dire trascurare i particolari. Per dire: garantiamo processori efficienti, massima sicurezza e una cover disponibile già nella confezione a tutti i modelli. Anche a quelli che partono da 99 euro».

Il razr segna un cambio, verrebbe da dire, epocale.
«Per Motorola avere un device che costa 1600 euro è rivoluzionario. D’altro canto l’arrivo della nuova rete superveloce ci obbliga ad essere presenti anche nella fascia alta, e con la qualità che offriamo a tutti i nostri clienti. Per questo razr ci aiuterà a costruire una nuova immagine».

Obbiettivi a breve?
«Intanto abbiamo già concluso accordi con il 100% dei distributori tra operatori e catene. E l’Italia è il centro del rilancio europeo che mi hanno affidato. Poi abbiamo avviato una forte comunicazione digitale, una partnership con la Ducati e a dicembre faremo una campagna di comunicazione importante».

Sì, ma i numeri?
«Diciamo che col Black Friday speriamo di cominciare a guadagnare qualche punticino percentuale sul mercato. Poi puntiamo verso il Mobile World Congress di Barcellona per arrivare con un’offerta di soluzioni larga e credibile. Ma non è una garasprint: la competizione in questo settore è una maratona».

Insomma: cosa vi aspettate davvero dal razr?
«Che apra una nuova era. Che sia il primo di una serie prodotti con schermi di nuova generazione. Per prodotti che diventeranno per tutte le tasche».

E alla fine: cosa ci sarà nella prossima conchiglia di Carlo Barlocco?
«Speriamo un’altra sorpresa, chi può dirlo? In fondo della vita personale decide Dio. Ma per quella professionale ci sono i consumatori…».

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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